Caccia, approvato il calendario venatorio

Venezia – La giunta regionale del Veneto ha approvato il calendario venatorio 2018-2019. La stagione aprirà il 16 settembre 2018 e si chiuderà il 31 gennaio 2019. Il calendario indica anche specifici periodi a seconda della specie cacciabili. Il calendario prevede alcune giornate di preapertura (1, 2, 3, 9 e 10 settembre) per le specie merlo, ghiandaia, gazza, cornacchia nera e cornacchia grigia. La preapertura per la caccia alla specie tortora è limitata a solo due giornate, 1 e 2 settembre. Per la caccia da appostamento a ghiandaia, gazza, cornacchia nera e cornacchia grigia sono previste, inoltre, alcune giornate di posticipo (il 2, 3, 4, 6, 7, 9 e 10 febbraio 2019).

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Dai Pfas al GenX. Benedetti: “Qualcuno ne risponderà”

Roma – “Quanto emerso nelle ultime ore rispetto al caso Pfas, con l’autorizzazione giunta alla Miteni da parte di un dirigente regionale a sversare ulteriori sostanze simili ai Pfoa è sconcertante. Già in una situazione normale non dovrebbe essere permesso lo sversamento di queste sostanze, figuriamoci in quella, già grave in partenza, della Miteni. Il fatto che tale autorizzazione, secondo il dirigente dell’Area tutela e sviluppo della Regione Veneto, Alessandro Benassi, non sarebbe altro che la ratifica di un parere positivo da una Conferenza dei servizi tra Regione, Provincia, e Arpav, aggrava il tutto ed assume contorni grotteschi”.

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Maltempo, si lavora per il ripristino dei servizi

Venezia – In tutte le aree della montagna veneta più colpite dal maltempo dei giorni scorsi proseguono senza sosta gli interventi di ripristino dei diversi servizi interrotti, il cui stato di avanzamento, che segnala concreti passi avanti nonostante si lavori in condizioni molto difficili, è seguito dall’Unità di Crisi Regionale istituita dal Presidente Luca Zaia e coordinata dall’Assessore alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin.

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Pedemontana, alla ex discarica Gie si gira intorno

Venezia – “Ancora una volta la Regione fa sconti al consorzio Sis, ma fa pagare un notevole dazio pubblico in termini di salute ed ambiente. E’ infatti molto grave che la tratta della Pedemontana che correrà vicino all’ex discarica Gie, a Cassola, venga realizzata senza lo straccio di un’operazione di bonifica ma semplicemente aggirando l’ostacolo. Si tratta dell’ennesimo schiaffo che Zaia e i suoi danno ai cittadini veneti”. A dirlo è la consigliera regionale di opposizione Cristina Guarda, che entra così nel merito della vicenda riguardante l’avanzamento dei lavori della Superstrada Pedemontana Veneta nell’Alto vicentino.

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Punti nascita, dialogo tra Regione e Ministero

Venezia – Con una lettera inviata ai direttori generali delle Ulss interessate (Berica, Euganea e Polesana), il direttore generale della sanità veneta, Domenico Mantoan, informa che “sono attualmente in corso dei colloqui interlocutori tra il presidente della Regione del Veneto, l’assessore alla sanità e programmazione socio-sanitaria e il Ministero della salute relativamente all’applicazione del decreto Lorenzin e al parere ministeriale recentemente espresso sulla chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti annui”.

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Pfas, due esposti di Greenpeace per il sequestro della Miteni

Roma – Greenpeace chiede il sequestro preventivo dell’azienda chimica Miteni e la verifica su eventuali responsabilità, frutto di dolo o di omissione, addebitabili ai rappresentanti legali dell’azienda e a rappresentanti e funzionari di tutte le amministrazioni pubbliche “coinvolte – scrivono gli ambientalisti – in un nuovo caso di inquinamento, accertato già nel 2013 e parallelo alla questione Pfas”. Greenpeace ha per questo depositato due differenti esposti: uno presso la Procura competente di Vicenza, un secondo presso la Corte dei Conti del Veneto.

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Bizzotto (Lega): “Roma voti contro le sanzioni a Orban”

Bruxelles – “La Lega non ha nessuna intenzione di entrare nel Ppe, né oggi né in futuro. Tanto più dopo la pessima figura fatta dal Partito popolare europeo che, in grandissima parte, ha pugnalato alle spalle Viktor Orban, su mandato della Merkel. Sono i popolari, sempre più spaccati al loro interno, che devono decidere cosa fare da grandi: continuare con l’inciucione con i socialisti filo immigrati oppure scegliere il cambiamento che solo noi rappresentiamo. Noi andiamo avanti per la nostra strada e stiamo costruendo un grande fronte identitario e sovranista che farà il pieno di voti, al quale speriamo si unisca anche Orban dopo il linciaggio che ha subito dal Ppe”.

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Il Psi Veneto ha presentato la sua proposta politica

Mestre – “Abolizione del superticket di 10 euro su ogni ricetta medica per esami diagnostici o specialistici; attivazione di reti cliniche integrate tra professionisti medici e pediatri di base, specialisti ospedalieri, che prendano in carico l’utente integrandone bisogni sanitari e sociali; pronto soccorso più efficace con la riorganizzazione del codice bianco garantendo l’attività in ambulatori definiti a bassa priorità; sviluppo di aree per favorire la nascite di “Sylicon Valley” italiane”.

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Autonomia, botta e risposta tra Zaia e De Luca

Venezia – Polemica a distanza tra il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ed il suo collega della Campania Vincenzo De Luca. Oggetto del contendere è l’autonomia, e soprattutto alcune dichiarazioni del governatore campano sui costi dei referendum che si sono tenuti lo scorso anno in Veneto e in Lombardia. “Siamo stati più virtuosi di Veneto e Lombardia – ha detto De Luca – che hanno fatto un referendum e speso 20 milioni per mandare una lettera. Noi abbiamo mandato la stessa lettera senza spendere nulla”.

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Violenza sulle donne, ecco i dati del Veneto

Venezia – Nel 2017 in Veneto una donna ogni 530 ha telefonato, inviato una mail o richiesto un colloquio per segnalare una difficoltà o una richiesta di aiuto ad uno dei 41 punti di accesso dei centri antiviolenza. La rete regionale dei centri ha registrato 4733 contatti e ha preso in carico 3107 donne, 396 in più rispetto al 2016. I nuovi casi di donne arrivate per la prima volta a bussare alla porta dei centri antiviolenza sono stati 2092 (circa cento in più rispetto al 2016): in media una richiesta di aiuto su due si è tradotta in un percorso di sostegno e protezione. Agli operatori dei centri  le donne riferiscono violenze di tipo psicologico (2232 casi) ed economico (985 casi), di violenza fisica (1705) e sessuale (309). Cresce il numero delle donne che contattano i centri, ma non aumenta la percentuale di quante denunciano: solo una donna su quattro ha denunciato alle forze dell’ordine la violenza o le molestie subite.

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