ALFONSO LORENZETTO NEL CDA DI SANI.IN.VENETO

Il presidente di Cna Treviso nel fondo di sanità integrativa dell’artigianato
TREVISO – Alfonso Lorenzetto, presidente di CNA territoriale di Treviso, è stato nominato nel consiglio di amministrazione di Sani.In.Veneto. Nel cda, rinnovato martedì 28 luglio, scorso Lorenzetto prende il testimone da Alessandro Conte.
«Desidero sempre dare significato alla cose che faccio, per questo ho accettato questo incarico che gestisce un bene comune qual è la salute ed è orientato a migliorare la qualità della vita delle persone – afferma Alfonso Lorenzetto -. Ho seguito Sani.In.Veneto fin da quando è nata nel 2013 e la considero un’iniziativa molto importante perché contribuisce a tutelare i lavoratori, i datori di lavoro e i loro famigliari. Durante il Covid-19 si è rivelata una risorsa per il nostro territorio dimostrando grande vicinanza alle imprese artigiane».
Sani.In.Veneto è il fondo di assistenza sanitaria integrativa regionale per i lavoratori delle imprese artigiane del Veneto, costituito dalle associazioni di categoria che rappresentano l’artigianato (CNA, Confartigianato Imprese e Casartigiani) e dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL del Veneto.
Dà la possibilità anche agli imprenditori e ai loro soci, ai collaboratori e ai famigliari di aderire volontariamente e di ottenere il rimborso delle spese mediche sostenute per le prestazioni mediche. Il rimborso, che è certo e avviene in tempi brevi, copre più di 3.600 prestazioni e ci si può rivolgere a qualsiasi medico a scelta o in uno dei 6.000 centri convenzionati in Veneto. Conta attualmente 140 mila iscritti.
Sani.In.Veneto, per aiutare imprese e lavoratori a fronteggiare l’emergenza da Coronavirus sia sul fronte economico che su quello psicologico, nel marzo scorso ha lanciato la campagna #MAICOSÌVICINI stanziando oltre 1 milione di euro a finanziamento di sei linee di intervento. Tra queste, lo slittamento delle scadenze dei pagamenti, le prestazioni straordinarie come gli indennizzi per i contagiati da coronavirus e i rimborsi dei costi sostenuti dai datori di lavoro per l’acquisto e la fornitura ai propri dipendenti di dispositivi per la protezione individuale. Ma anche il servizio di supporto psicologico individuale o aziendale, in collaborazione con EMDR (Associazione di psicoterapeuti specializzati in trattamento dello stress e dello stress traumatico), per far fronte alle problematiche legate all’epidemia come la gestione di stati d’ansia, la sottovalutazione o sopravvalutazione del rischio e le problematiche legate al rientro al lavoro.
«Quando siamo partiti nel 2013 – racconta Alessandro Conte, membro uscente del cda – la gestione del fondo era servita da un’assicurazione. Dal 1º maggio 2020 la gestione è interamente in capo al fondo che nel frattempo ha ottenuto la personalità giuridica. La sfida del futuro sarà sottoscrivere prestazioni anche con la sanità pubblica.. In questi anni abbiamo costruito un servizio che, a fronte del costo di 105 € l’anno, copre interamente le spese di 3600 prestazioni medico-sanitarie con centri convenzionati in tutto il Veneto».

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