LA FORMAZIONE NON VA IN VACANZA: BOOM AI CORSI UNIS&F

Oltre 4mila iscritti tra luglio e agosto, attività a pieno regime
TREVISO – La formazione non va in vacanza. Sono oltre quattromila le persone che tra luglio e agosto si sono iscritte ai corsi di formazione di UNIS&F. Dalla fine del lockdown l’attività della società degli industriali trevigiani ha subito un incremento come mai era accaduto nel bimestre estivo, tanto che per la prima volta il mese di agosto sarà di fatto a pieno regime. Le aziende coinvolte sono 220 e le attività vanno dalla Sicurezza all’Amministrazione finanza e controllo, ma riguardano anche il Digitale e le Risorse umane. Non si fermano nemmeno i corsi relativi all’“Assegno per il Lavoro”: si tratta di momenti formativi individuali riservati ai disoccupati. L’Assegno per il lavoro è un’iniziativa della Regione del Veneto destinata alle persone disoccupate di età maggiore di 30 anni residenti o domiciliati in Veneto e ha permesso a centinaia di ex lavoratori di trovare una nuova occupazione. Si tratta di risorse assegnate alla singola persona al fine di ricevere servizi qualificati di assistenza alla ricollocazione: orientamento, consulenza e servizi di supporto all’inserimento/reinserimento lavorativo, gestiti in forma individuale, corsi di formazione di gruppo. Sono stati 2955 i trevigiani che hanno usufruito dell’assegno per il lavoro nel primo trimestre del 2020, poi le richieste sono calate drasticamente a causa del lock down e ora stanno ripartendo, tanto che sono già stati programmati tra agosto e settembre 8 nuovi corsi. “Sono soprattutto le donne a rivolgersi a noi cercando di ricollocarsi sul mercato del lavoro – spiega Sabrina Carraro, presidente di UNIS&F -. Il 70 per cento dei corsisti è donna e l’età media supera i 45 anni. I nuovi corsi che sono partiti e continueranno tutta l’estate sono già tutti esauriti e coinvolgonouna cinquantina di persone”.
Le materie sono le più disparate: si va dalla contabilità all’Amministrazione del personale, dal Marketing Digitale alle Procedure per l’export, passando per l’Autocad e la lingua inglese. Ma i tecnici e i formatori di UNIS&F guardano anche ai prossimi mesi che, stando alle previsioni del mercato del lavoro, rappresenteranno l’autunno caldo sul fronte occupazionale. Per questo è stata messa in piedi una task force per assistere le imprese e i lavoratori. “Se da un lato gli ultimi dati sul recupero dei posti di lavoro persi durante la fase più acuta dell’emergenza sono confortanti, dall’altro resta da valutare l’effetto del blocco dei licenziamenti e dell’estensione della cassa integrazione, due provvedimenti che hanno contribuito a limitare il numero di cessazioni nel periodo di emergenza ma che non potranno essere prorogati in eterno – continua Sabrina Carraro-. La situazione potrebbe tornare indietro di dieci anni e per questo ci stiamo preparando offrendo da un lato un servizio di affiancamento a chi rimane senza lavoro, dall’altro un servizio di formazione attraverso il quale i disoccupati possono acquisire nuove conoscenze utili per reinserirsi nel mercato lavorativo”.
Secondo gli ultimi dati di Veneto lavoro a Treviso si è registrata con inizio anno una perdita di circa 4.400 posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2019. Con la fine del blocco dei licenziamenti, la situazione potrebbe tornare alle cifre del 2013, l’anno della fine della grande crisi. Nel 2007 i disoccupati veneti erano poco più di 73.300, nel 2013 hanno sfiorato quota 171.000, facendo salite il tasso di disoccupazione al 7,6%. Nello stesso intervallo di tempo (2007-2013) la contrazione del Pil è stata drammatica: nella regione la caduta è stata dell’8,7%, dato che risulta essere addirittura peggiore della tendenza media nazionale (-8%). E la provincia di Treviso (-8,8%) aveva fatto registrare un crollo superiore alla media regionale.

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