ACQUE DI TREVISO: BUONE, SICURE E ORA ANCHE CENSITE

Una app descrive tutte le 140 fontane della città
TREVISO – Chiare, fresche acque trevigiane. E se ci aggiungete pure certificate e gratuite, è presto spiegato perché le fontane di Treviso meritano di essere riscoperte e, soprattutto, utilizzate di più. Sono quasi 140 i getti e gli zampilli pubblici in città. Il progetto Free Aqua le ha censite e punta a valorizzarle.
Giulia Angelon è la presidente dell’associazione Rocking Motion Aps che ha promosso l’iniziativa: “Il progetto Free Aqua ha un duplice obiettivo. Da un lato, stimolare nuovi modelli di consumo proiettati sulla sostenibilità: quindi consumo dell’acqua pubblica, utilizziamo le borracce, non più i contenitori usa e getta. Dall’altro la valorizzazione del patrimonio culturale e artitistico delle fontane trevigiane”
Queste sono state tutte geolocalizzate nell’omonima web app  e, per ognuna di esse, residenti e turisti possono consultare una scheda con le caratteristiche, la storia, ma anche i principali parametri chimico-fisici.
Sotto questo aspetto, la qualità e la sicurezza sono da top ten: “Quattro volte a settimana preleviamo dei campioni a rotazione – spiega Pierpaolo Florian amministratore delegato di Ats, la società che gestisce la rete idrica in buona parte della provincia – questi vengono fatti analizzare da tre laboratori indipendenti e i risultati incrociati con quelli di Arpav e Ulss. L’acqua di Treviso è priva di cloro, e i capoluoghi che possono vantare lo stesso si contano sulle dita di una mano, senza tracce di Pfas o inquinanti. E’ tra le migliori d’Italia, meglio anche di molte acque minerali in commercio”.
Il progetto è stato presentato oggi, non a caso davanti alla più tipica e nota delle fonti trevigiane, la Fontana delle Tette: il busto femminile dai cui seni, secondo la tradizione, in occasione delle feste cittadine, spillavano vino bianco e rosso. Quella oggi collocata nella corte interna dietro a palazzo Zignoli, in realtà, è un copia recente e “butta” ottima H2O.
Tra le tante altre fontane storiche , si possono citare la fontana dei “Tre visi”, in via Bailo, di fronte al Municipio, che richiama il nome della città e i tre colli sui cui fu fondata. O quella in piazza Crispi, dove fin da metà Ottocento è una fonte “al servizio” del mercato “delle erbe” che lì si teneva, poi sostituita dall’attuale fontana con vasca negli anni ’30 del secolo scorso.
In Comune stanno pensando anche ad accrescere il numero delle fontane pubbliche, magari in qualche nuovo insediamento residenziale, come ricorda Alessandro Manera, assessore alle politiche ambientali.
Non resta dunque che dissetarsi con l’ “acqua del sindaco”. Con un’avvertenza, ricordata con ironia dallo stesso primo cittadino Mario Conte. “Godiamoci anche questa ricchezza del nostro territorio… ovviamente insieme al prosecco”.

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