RICAVI IN CALO E TIMORI PER IL FUTURO: L’EMERGENZA VISTA DALLE IMPRESE AGRICOLE

Indagine di Confagricoltura Treviso sul settore
TREVISO – Ricavi in sensibile calo per la maggioranza delle imprese e timori per la ripartenza. L’emergenza Covid non ha risparmiato il settore agricolo della Marca. Lo conferma un’indagine svolta da Confagricoltura Treviso su un campione rappresentativo di aziende associate. Pesanti le conseguenze in termini di fatturato: quasi metà delle ditte dichiara una perdita che va dai 10 ai a 50 punti percentuali, contro un 38% di aziende che rileva cali inferiori. Minori invece sono state le difficoltà nella gestione del personale: solo il 13% degli intervistati ha avuto problemi e, tra questi, solo il 5% non li ha ancora risolti.
Un po’ a sorpresa le imprese agricole trevigiane hanno fatto scarso ricorso agli strumenti di sostegno messi a disposizione dal governo: un’azienda su due non ha attivato cig, ammortizzatori, detrazioni fiscali o bonus e un altro 22% lo ha fatto ma solo in parte. Molte le incertezze relative al futuro: oltre il 90% delle ditte prevede anche nei prossimi mesi una perdita di fatturato con scarse possibilità per il proprio settore di uscire dalla crisi entro la fine del 2020, mentre appena il 9,7% è ottimista di poter tonare ai livelli pre-Covid nel giro di alcuni mesi. Il 45% degli agricoltori ritiene che non verranno messe in atto ulteriori misure a sostegno delle imprese, mentre il 42% pensa che, anche se ciò avverrà, gli interventi saranno in ogni caso inadeguati alla portata della crisi. “Ascoltando i nostri associati – conferma il presidente provinciale di Confagricoltura, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi -, è chiaro che i veri problemi siano stati la chiusura di mercati strategici come la filiera Ho.Re.Ca. e la mancanza di liquidità, che hanno portato ad un crollo verticale dei fatturati: per questo ci saremmo aspettati importanti iniezioni di liquidità nelle aziende, a fondo perduto o a fondo rotativo, anche per stimolare gli investimenti ora che la fase della ripartenza sembra essere finalmente arrivata. Sono state messe in campo invece misure non sufficienti, sulle quali tra l’altro gravavano step burocratici particolarmente pesanti».

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