IL 70% DELLE FAMIGLIE ITALIANE HA SUBITO CONTRACCOLPI ECONOMICI DAL COVID

Critiche sulle modalità per il rientro a scuola
TREVISO – Il Covid-19 ha messo a nudo la fragilità del nostro sistema sociale, economico e sanitario ma ha anche evidenziato la forza dei legami fondamentali. In primis quelli familiari. E’ quanto emerge da una ricerca, presentata al Forum delle Associazioni famigliari e resa nota dal Centro della Famiglia di Treviso.
La maggior parte delle famiglie ha riscontrato problemi economici (il 71% la indica come una delle principali problematiche) e lavorativi (52%), seguiti poi dalla gestione dei figli in assenza della scuola e la salute mentale. La convivenza forzata non ha causato cambiamenti a circa il 50% delle famiglie, ma qualche segnale positivo si è visto e ha inciso positivamente per il 31% delle coppie e il 48% delle coppie con figli nei rapporti famigliari. Questo però non significa che le aspettative verso il futuro siano rosee: per la maggioranza del campione infatti, rispetto al futuro, si prevedono solo peggioramenti sui livelli di reddito, sul mantenimento del lavoro, sull’aumento delle povertà
Quali sono state le maggiori fonti di stress? Prima di tutto il bombardamento mediatico. E la paura di rischio contagio è meno stressante che le misure di contenimento.
Sulle misure prese dal Governo per superare la crisi coronavirus, c’è tiepida accoglienza. E addirittura il 71% delle famiglie è insoddisfatto delle misure prese per il rientro a scuola. A corollario, il 61% vede come necessario ormai l’assegno universale mensile per i minori e il 59% vede prioritario la ripresa delle attività scolastiche.
“I dati dell’indagine ci raccontano di famiglie che, malgrado l’estrema difficoltà, hanno dimostrato resilienza, capacità problem solving, senso di responsabilità – spiega Adriano Bordignon del Centro della Famiglia – Nel lungo periodo però, queste competenze rischiano di consumarsi se la politica, l’impresa e la società civile non riconoscono il ruolo sociale delle famiglie e non le sostengono in modo strutturale. Le famiglie non vogliono assistenzialismo ma pretendono di essere messe nelle condizioni di svolgere al meglio i loro compiti per il bene dei loro figli e della società”.

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