A CONEGLIANO SI APPLICA LA “ONE STAGE SURGERY”

Un’unica seduta operatoria per correggere le problematiche multicompartimentali
CONEGLIANO – Le patologie legate alle disfunzioni del pavimento pelvico rappresentano un problema importante per i sintomi correlati, che incidono negativamente sulla qualità di vita delle donne. In genere, per risolvere queste problematiche le pazienti vengono sottoposte a più interventi chirurgici per la correzione del prolasso multicompartimentale. Tra i pochi specialisti in Italia il dr Antonio Azzena, primario dell’Unità Operativa di Ostetricia-Ginecologia dell’Ospedale di Conegliano, e il dr Michele Schiano di Visconte, proctologo sempre al Santa Maria dei Battuti, applicano, ormai da anni, un approccio “one stage surgery” che ha dato ottimi risultati: tale metodica permette di correggere, in un’unica seduta operatoria grazie alla contemporanea presenza dei due specialisti durante l’intervento, i difetti dei tre compartimenti del pavimento pelvico (anteriore, centrale e posteriore). Tra le patologie più comuni tra quelle trattate in modo multidisciplinare all’Ospedale di Conegliano il prolasso uterino, l’incontinenza urinaria, il prolasso della vescica e del retto, la defecazione ostruita.  La metodica chirurgica proposta e i risultati del follow up a dieci anni delle pazienti operate sono stati recentemente pubblicati su una prestigiosa Rivista Internazionale, Archives of Gynecology and Obstetrics, nell’articolo “A 10 year retrospective cohort study to assess objective and subjective outcomes of combined stapled transanal restal resection and urogynecological surgery for pelvic floor dysfunction.  “I risultati che abbiamo ottenuto, studiando una sessantina di pazienti – sottolineano i due professionisti – confermano la validità della metodica adottata che presenta notevoli vantaggi per le pazienti, sottoposte a un unico intervento anziché a due sedute operatorie con relativa anestesia.. La medicina è sempre più multidisplinare: nell’affrontare le patologie del pavimento pelvico è particolarmente importante la collaborazione tra ginecologi, proctologi, fisioterapisti, urologi, radiologi”.

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