ALTRO CONTAGIO ALLA SERENA, SCOPPIA UNA NUOVA RIVOLTA

I profughi bloccano gli operatori all’interno
CASIER – Nuovo caso di positività alla ex Caserma Serena e tra i profughi torna a salire la tensione. Questa mattina è scoppiata una nuova protesta all’interno del complesso militare trasformato in centro di accoglienza per richiedenti asilo, dopo che si è diffusa la notizia di un secondo contagiato.Ieri mattina, giovedì, dopo che un operatore di nazionalità afagana era risultato positivo al coronavirus, i migranti avevano dato vita ad una sorta di rivolta, rifiutando di sottoporsi ai tamponi predisposti dall’Ulss per timore di dover rimanere in quarantena. I test erano stati infine eseguiti nel pomeriggio. Oggi, però è stata accertata una seconda positività, stavolta un richiedente asilo, che è stato ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.I migranti sono così nuovamente tornati a protestare e hanno “sequestrato” all’interno della struttura gli addetti della cooperativa a cui è affidata la gestione del centro. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, per forzare le porte d’ingresso, e sono entrati a poliziotti e carabinieri in tenuta anti-sommossa, che hanno consentito ai dipendenti di uscire. A quel punto è iniziata una trattativa tra gli stranieri e i rappresentati delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della cooperativa per riportare la calma.La struttura ospita 330 migranti. I dieci pakistani venuti in contatto con l’operatore contagiato si trovano in isolamento, mentre hanno dato esito negativo i controlli sugli altri lavoratori della coop.
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