IL GOVERNO IMPUGNA L’ATTIVAZIONE DELLA LAUREA IN MEDICINA A TREVISO

La Regione: "Tutto in regola pronti a ricorrere"
TREVISO – Il Consiglio dei ministri, nella seduta di questa mattina, su proposta del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, ha esaminato e ha deliberato di impugnare la legge, la numero 10 del 14 aprile scorso, con cui la Regione Veneto ha istituito un corso di laurea in medicina e chirurgia condotto dall’università di Padova nell’ambito dell’Ulss 2 Marca Trevigiana.
Secondo quanto comunicato dall’esecutivo, “una norma in materia sanitaria viola la competenza riservata al legislatore statale in materia di determinazione dei livelli essenziali di assistenza, ponendosi in contrasto altresì con il principio di copertura finanziaria e con i principi fondamentali in materia di tutela della salute e in materia coordinamento della finanza pubblica, in violazione degli artt. 81, 117 secondo comma, lett. m), e terzo comma, della Costituzione”.

La Regione Veneto pronta a ricorrere

Non si è fatta attendere la risposta del presidente del Veneto, Luca Zaia: “E’ arrivato come un fulmine a ciel sereno. Sarebbe stato meglio, da parte del Governo, usare il buon senso perché in questo caso non stiamo parlando di chissà quale strana operazione, ma della gemmazione di una facoltà, di un corso di laurea in medicina e chirurgia a Treviso, una sede che ha già otto cliniche universitarie, i primi anni di insegnamento, e che con questa legge completa un ciclo virtuoso iniziato molti anni fa”.
Zaia ha annunciato che la Regione difenderà la propria legge ed è pronta a scendere in campo con i suoi uffici e i suoi giuristi per ribadire la validità della scelta e la correttezza dell’iter seguito. “Tutto – sottolinea il governatore – è stato portato avanti e definito in totale collaborazione con l’università e il rettore Rizzuto e con la sua prestigiosa Scuola di Medicina presieduta dal professor Merigliano. Un’operazione, tra l’altro, in linea perfetta con l’importanza di rafforzare la formazione in sanità, emersa con tanta evidenza nel corso dell’emergenza Covid-19”.
“Ho appreso con stupore – prosegue Zaia – che l’impugnativa è stata chiesta dai ministeri della Salute e dell’Economia. Ne ho immediatamente parlato con il ministro per gli Affari Regionali Boccia e mi auguro che ci sia la possibilità di sedersi a un tavolo per evitare il prosieguo dell’impugnativa. Se così non fosse – annuncia il Presidente del Veneto – ricorreremo in tutte le sedi appropriate per difendere e affermare le nostre buone ragioni”.

Mario Conte: “Qualcuno a Roma ce l’ha con il Veneto”

“Ormai è palese che qualcuno, a Roma, abbia preso di mira il Veneto e quelle Regioni che, nel pieno rispetto della legge e delle competenze, creano opportunità per i rispettivi territori”. Così il sindaco di Treviso Mario Conte sulla decisione del Consiglio dei ministri. “Sosterremo la Regione e il presidente Luca Zaia nel far valere, in tutte le sedi, i contenuti della legge regionale e la correttezza dell’iter. Rallentare o addirittura cercare di negare ad un intero comprensorio un polo universitario d’eccellenza, che si traduce poi in medicina e cure che peraltro hanno permesso, recentemente, di contenere l’emergenza sanitaria ci sembra una presa di posizione quantomeno discutibile”.

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