PILLOLE DI GOLF/314 – CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford
VENEZIA – Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po’ complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”, perché ricco di fascino è anche il percorso da fare per arrivarci. Da qualsiasi parte vi si giunga, l’ultimo tratto si fa per acqua, con il vaporetto, nel piacere unico, di veder sfilare Venezia.
È pittoresca la sua nascita: a suggerire la realizzazione di un percorso di golf al Lido di Venezia fu Henry Ford, il presidente della famosa casa automobilistica americana. Appassionato di Golf, a Venezia con sacca e attrezzi, intendeva fare una partita con il suo amico il conte Giuseppe Volpi di Misurata. Fu molto stupito che in un posto tanto famoso non ci fosse un Campo da Golf; né al Lido, né a Venezia. Proprio non se lo aspettava. Ma a quei tempi, i percorsi da Golf in Italia erano ben pochi. Per il soggiorno era sceso all’Hotel Excelsior, e fu lì, che l’importante personaggio riuscì a persuadere l’amico Volpi, al tempo presidente della Compagnia Italiana Grandi Alberghi (la CIGA), a cercare un posto adatto alla creazione di un percorso di Golf in grado di soddisfare l’aristocratica clientela che veniva a frequentare quell’ambiente signorile, il Lido di Venezia.
Il conte Volpi, sensibile a tutto quanto valesse a valorizzare il Lido, ricordiamoci che mise in atto tante iniziative ancora oggi in auge tra cui il Festival del Cinema, non frappose indugi. Insieme all’amico individuò l’area, appunto gli Alberoni, circa 100 he di fondo sabbioso, che incorporavano una fortificazione austriaca con scuderie, eretta nel seicento a difesa di Venezia. Nell’intento di fare un Campo a somiglianza dei links, i lavori vennero affidati ad uno scozzese, l’architetto Cruikshank di Glasgow, che tratteggiò le prime 9 buche, un par 35, inaugurato due anni dopo. Una grande festa coronò la settimana di gare, cui parteciparono venticinque appassionati, notabili veneziani. Vent’anni dopo le buche diventarono 18, e accolsero l’avvicendarsi di personaggi famosi: ospitò tre edizioni dell’Open d’Italia, quattro del Senior Open, e molte altre manifestazioni internazionali di prestigio. Nel 2012 fu classificato all’8° posto tra i migliori Campi d’Italia.
Dai tee di campionato il percorso misura 6199 metri, per alcuni tratti ha la caratteristica dei Links scozzesi, sensazione che aumenta quando soffia il vento di bora o di scirocco.
Tra le tante lussureggianti essenze, fan bella mostra gli eleganti salici piangenti, i maestosi pioppi e i morbidi gelsi che delimitano le buche nel percorso, ma sono i pini marittimi a farla da padrone, a caratterizzarlo. Le difficoltà tecniche sono quelle classiche: alcuni green volutamente piccoli, talvolta rialzati, sempre ben protetti da bunker determinanti. Talune buche richiedono strategia, altre la precisione, soprattutto se in presenza di bora o di scirocco, che in quel posto, maggiormente nella parte meridionale accanto al canale di Malamocco, son frequenti. Ma c’è una buca particolare, la nove, un par tre cieco, che maggiormente rimane nella memoria di chi l’ha giocata: con un colpo si deve sorvolare il Forte, e atterrare sul green in precisione, senza poter seguire il tragitto della palla.
La Club House ricavata dal Forte, in particolare dai vecchi alloggi dei soldati, è perfettamente in clima con l’atmosfera austriacante che ancora si avverte. Tutto è una pagina di storia!
Ho avuto l’opportunità di frequentare sovente il Circolo, di giocarci, e di assolvere l’incarico di giudice arbitro in alcune gare internazionali. Sempre ne ho subito il fascino. Qualche anno fa ho caldeggiato e organizzato una gara del Challenge AIGG (l’Associazione Giornalisti Golfisti). È stata abbinata alla tappa di “Cà della Nave”, che ritengo la porta d’ingresso alla venezianità. Per raggiungere il Lido abbiamo noleggiato un battello, che da Fusina ci ha portato nei pressi del Circolo. Festoso il tragitto, degno di una giornata memorabile, della quale i colleghi son rimasti conquistati. Ricordano ancora i coloratissimi fagiani, gli eleganti germani reali che qui hanno fissa dimora, e che tranquillamente vi soggiornano rendendo ancor più bello il Campo. Ricordano con piacere le camminate su quei prati eleganti, in buona compagnia, in quel silenzio arricchito dal verso degli uccelli, con quella brezza satura di iodio, e poi le attenzioni che ci ha riservato il Circolo, memore della Serenissima Repubblica, in un forte spirito di accoglienza e sportività. Una menzione particolare va alla ristorazione: All’interno della club house, un confortevole ristorante è a disposizione dei soci e degli ospiti con cucina storica, caratteristica della laguna veneziana. Da sempre il ristorante del Golf al Lido era noto per il mangiar bene, particolarmente di pesce: una cucina storica, caratteristica della laguna veneziana. Ricordo che in quell’occasione, dopo la gara, come piatto forte avevamo scelto il “Pasticcio di pesce alla Veneta”, piatto ricco di diverse specie di pesce, una sorta di “broetto” molto sostanzioso, saporito, delizia da tutti apprezzata; una ricetta tipica veneziana, sconosciuta ai più dei partecipanti provenienti dalle altre Regioni. Tutti, proprio tutti, di buon appetito hanno fatto il bis, qualcuno il tris. Ancora grazie Enzo Chiantera, mi hai fatto fare bella figura.
Direttore del Circolo è una signora mite e gentile, la rodigina Paola Prosdocimi, per la quale non esistono problemi irrisolvibili. Abilmente affiancata da Giordano Marsala, e nella leale collaborazione di tutti i componenti dello staff, ha la rara capacità di far sentire all’ospite che è gradito, gli fa sentir la voglia di tornare.
La proprietà di una parte del Club aveva avuto qualche difficoltà tempo addietro, sedime e fabbricati del “Forte Alberoni”, che per tre volte è andata all’asta. Il resto del territorio su cui giace il percorso problemi non ne aveva, perché di proprietà demaniale.
Poco più di un anno fa il Forte se l’è aggiudicato un imprenditore vicentino, affascinato dall’insieme. In ottimi rapporti con la direzione del Club, ha subito profuso grande impulso… Perfetta la pulizia fatta ai fabbricati del Forte, davanti e dietro, ora risplende!
Durante la disavventura del coronavirus la manutenzione del Campo non è mai cessata, ma non è stato toccato il rough che, così, libero, assume in pieno la sua essenza, rende ancor più interessante il percorso, ed è bello da vedere. Mi auguro che lo lascino così.
Per chi andasse a giocare al Golf del Lido, e magari potesse essere gratificato da un terzo tempo come quello narrato, il rientro con il motoscafo potrebbe proporre l’ulteriore piacere di assaporare il tramonto del sole, che a Venezia è del tutto speciale.
Paolo Pilla


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