ACCONCIATORI E CENTRI ESTETICI CONTRO LA SERRATA FINO A GIUGNO

Cna: "A rischio uno su tre e linfa per l’abusivismo"
TREVISO – «Desta sconcerto e rabbia il fatto che nel Dpcm del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. È intollerabile l’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività al 1º giugno. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore con il rischio di chiusura di un’attività su tre e con nuova linfa per l’abusivismo». Lo afferma Alfonso Lorenzetto, presidente di CNA territoriale di Treviso, esprimendo lo sconcerto dell’Associazione di categoria per la scarsa considerazione dimostrata dal Governo verso un settore che in provincia di Treviso conta circa 2700 attività e oltre 5 mila addetti e partecipa in maniera determinante all’economia del territorio, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione.
«È incomprensibile la totale disattenzione da parte del Governo verso questa categoria di artigiani, che vedrebbero ripartire gli allenamenti delle squadre sportive prima della loro attività» rimarca Lorenzetto.
La CNA chiede che acconciatori ed estetiste, qualora riescano garantire nel loro negozio le norme di sicurezza, possano riprendere a breve la loro attività e a questo scopo sta predisponendo un protocollo aziendale anti-contagio con le linee guida e le norme igienico-sanitarie da applicare all’interno dei negozi.
«Le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale come quella di una chiusura così prolungata – rileva Giuliano Rosolen, direttore di CNA territoriale di Treviso – Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto. Le preoccupazioni degli imprenditori rischiamo di trasformarsi in rivolta. È quanto mai necessario che il Governo riveda le sue posizioni e dia subito segnali chiari e risposte certe rispetto un’apertura ravvicinata di queste attività».
CNA lavorerà da subito, insieme alle altre associazioni imprenditoriali, per far sì che questo decreto possa essere rivisto e migliorato. «Noi di certo non lasceremo nulla di intentato per cercare di dare agli artigiani quella dignità che sino ad oggi non si sono visti riconoscere, senza escludere manifestazioni di protesta» conclude Rosolen.

CNA VENETO: “TEMPI CERTI PER LA RIAPERTURA, POSSIBILE GARANTIRE SERVIZI IN SICUREZZA”

A livello regionale, il settore dei servizi alla persona (parrucchiere, estetiste, tatuatori, centri massaggi,) conta circa 13mila e 350 imprese.
“Siamo sconcertati dal fatto che nel Dpcm del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. L’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno, è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore”. Queste le parole del Presidente della CNA del Veneto Alessandro Conte netto davanti alla necessità di risposte diverse per il settore: “Chiediamo che i nostri appelli lanciati a più riprese in queste settimane non restino inascoltati e per questo chiediamo che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività. Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie”. Non a caso l’associazione nei giorni scorsi aveva elaborato un documento contenente le linee guida per la riapertura.

“E’ incomprensibile come nei loro confronti e nei confronti degli appelli lanciati dalle associazioni di categoria – dice il segretario del Veneto Matteo Ribon – ci sia stata una totale disattenzione da parte del Governo. Per questo chiediamo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura”

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