“VIA LE TASSE PER I PLATEATICI DI BAR E RISTORANTI”

Lettera appello di Fabio Crea (FdI) a istituzioni locali e nazionali
TREVISO – “Il Governo ancora una volta dimostra tutta la sua inadeguatezza. Oggi per molti italiani sarebbe stato giorno di paga e invece, senza stipendio e senza ammortizzatori sociali sono abbandonati a loro stessi. Il 27 del mese rischia di diventare il giorno nero del calendario”. Questo il giudizio netto dell’esponente di Fratelli d’Italia Fabio Crea: “Il decreto annunciato per aprile sarà, se tutto va bene pronto per maggio. Abbiamo dunque la conferma che dopo aver dato ad imprese e famiglie solo l’opportunità di indebitarsi per vivere, ci saranno ulteriori problemi per bonus e cassa integrazione che non arriveranno, quantomeno in tempi brevi. E che dire della conferenza stampa di Conte? Abbiamo assistito a una comunicazione inutile che non dice niente e che, soprattutto, non garantisce quelle risposte che lui stesso aveva, in qualche modo, lasciato intendere nei giorni precedenti. Nessuna soluzione, solo rinvii. Com’è possibile non riconoscere che riaprire centri estetici, parrucchieri, bar e ristoranti al 1 giugno significa condannare questi settori al fallimento definitivo? Sono proprio queste le attività che animano i centri storici del Veneto. Chiuderli ancora significa infliggere un colpo mortale al cuore pulsante di paesi e città. Le conseguenze saranno un aumento dell’ insicurezza e del degrado. Non va infatti dimenticata la loro funzione sociale”.

Secondo Crea il futuro di bar e ristoranti – oggi appeso a un filo – sarà, per molto tempo, quello del distanziamento. “Perché il Governo invece di illuderci con finte proposte di fantomatiche app non ha pensato a una soluzione per far ripartire questi settori in sicurezza? Perché non dare a bar e ristoranti la possibilità di organizzare al meglio le aree esterne con plateatici e dehors chiusi e riscaldati per l’inverno?”. A fronte di questa totale mancanza di idee Crea ha deciso di inviare una lettera appello ai sindaci, alla Regione, ai Ministeri competenti ed alle Soprintendenze per una revisione della disciplina vigente, “Al fine di consentire, attraverso procedure autorizzatorie semplificate, la celere realizzazione di strutture che consentano la sopravvivenza delle attività di ristorazione e somministrazione. Modifiche minime delle norme regolamentari in materia di autorizzazione paesaggistica (d.p.r. 31/2017), accompagnate da una puntuale previsione derogatoria da inserire nel Testo Unico Edilizia, oltre che, in fase applicativa, da linee guida e protocolli di applicazione generale concertate tra sovrintendenze, tecnici e categorie, permetteranno di assicurare una cornice normativa che garantisca agli operatori di guardare al futuro e di preservare i livelli occupazionali”. In base alla proposta dehors e nuovi o più ampi plateatici dovranno poter essere predisposti, senza aggravi in termini di tassazione locale (imu e tari) e per un periodo non inferiore ad un triennio. “Gli esempi di città che già stanno facendo la loro parte su questo non mancano: è il caso di Treviso e Padova dove sono già in via di definizione accordi con la Soprintendenza che prevedono costi diminuiti e tavoli più larghi. Si tratta – chiude Crea – di città consapevoli del ruolo strategico del settore turistico e ricettivo per l’economia regionale. Le stime di Federalberghi nazionale non rincuorano: l’impatto del Covid potrebbe tradursi in una perdita di oltre 13miliardi di fatturato su 18. Una Caporetto che dobbiamo ad ogni costo scongiurare”.

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