CASE DI RIPOSO DI TREVISO, AD OGGI UNA SOLA ANZIANA POSITIVA

La signora, ospite dello Zalivani, senza sintomi, è in isolamento
TREVISO – Emergenza coronavirus, solo un caso di positività, senza sintomi, ad oggi, tra gli ospiti delle case di riposo del comune di Treviso. Lo comunica l’ente di gestione Israa.

Residenza Zalivani – 138 anziani: il 28 e 29 marzo sono stati somministrati 53 tamponi ai dipendenti e 35 agli anziani. Ad oggi abbiamo i risultati dei soli anziani. E’ risultata positiva asintomatica solo una residente del 1930 che per le condizioni di salute risulta allettata. E’ stata messa subito in quarantena in stanza singola ed è stato elevato il livello di protezione per l’assistenza. La signora non presenta sintomi particolari. I familiari sono stati prontamente informati, così come quelli degli altri utenti sottoposti al controllo. L’altra ospite che era in camera con lei, risultata comunque negativa al tampone, è sotto sorveglianza. Ad oggi non presenta alcun sintomo riferibile al COVID-19. Il medico risultato positivo, che ha superato il periodo di quarantena, sta bene ed aspetta l’esito del secondo tampone per rientrare. Nessun altro anziano è isolato o sorvegliato.

Casa Albergo, mini alloggi, Borgo Mazzini Smart Cohousing – 227 anziani: ad oggi niente da segnalare.

Residenza anziani città Treviso – 250 anziani: ad oggi non si segnalano sintomi a carico di anziani. Sono sei i lavoratori invitati a rimanere a casa per la presenza di qualche sintomo influenzale. Nessun anziano è isolato o in sorveglianza sanitaria.

Residenza Menegazzi – 244 anziani: è stato riscontrata la positività al COVID-19 di un altro medico esterno, che presta la sua attività presso la residenza. Il medico è asintomatico e in quarantena obbligatoria. Lo stesso è stato presente in struttura, ma negli ultimi 15 giorni, come da indirizzo aziendale, ha visitato un solo anziano in modo diretto, ma a due metri di distanza e con tutti i dispositivi di protezione. Abbiamo tre anziani in supervisione sanitaria in quanto visitati dal primo medico risultato positivo. Il periodo di osservazione finisce il 3 aprile.

Ogni giorno a tutti gli anziani e a tutti coloro che per lavoro frequentano le nostre residenze viene rilevata la temperatura, spiegano dall’ente. I responsabili attuano una sorveglianza sanitaria nei confronti dei lavoratori mirata a prevenire ogni possibile contagio. Gli addetti che presentano sintomi vengono invitati a rimanere a casa e se presentano sintomi nel corso del lavoro vengono invitati ad andare a casa e ad attivare il percorso con il proprio medico curante. Qualora si presenti la convivenza o la frequentazione di persona risultata positiva al COVID-19, il lavoratore viene invitato ad avviare una quarantena preventiva. In ogni residenza è stato istituito un team di coordinamento anti COVID-19 che segue le linee guida elaborate a livello centrale. In questo lungo periodo l’Israa si è sempre adoperato per mettere in sicurezza i lavoratori ricorrendo a tutto ciò che il mercato offriva. Nessun problema sul fronte del gel alcoolico, dei guanti, dei copri camici, dei copricapi e degli occhiali, il tutto usato in via proporzionale come da protocolli ministeriali dell’Iss e dell’Oms. Per quanto riguarda le mascherine, nella fase iniziale e in una breve fase intermedia anche l’ente ha dovuto far fronte alle difficoltà di reperimento: l’Israa ha ordinato, in modo diretto o attraverso cooperative di servizio, complessivamente circa 30mila mascherine da diversi fornitori. Molti ordini sono stati bloccati alle dogane per motivi sconosciuti. Per questo, in alcune fasi, è stato necessario ricorrere ad una razionalizzazione, ma ad oggi, spiegano dall’ente, il problema è risolto per almeno 10 giorni. Nel frattempo altri ordini dovrebbero essere evasi.

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