CORONAVIRUS, PRIME 60 AZIENDE CONTROLLATE IN VENETO

Dall’inizio dell’emergenza la Regione ha investito 50 milioni
VENEZIA – Sono già 60 le aziende controllate in Veneto dagli operatori degli Spisal sul rispetto delle disposizioni per prevenire la diffusione del contagio da coronavirus nei luoghi di lavoro. Si proseguirà al ritmo di un centinaio di ditte al giorno, partendo da quelle di medie-grandi dimensioni. Finora le verifiche non hanno evidenziato particolari violazioni nelle aziende rimaste aperte, sottolinea il presidente della Regione Luca Zaia. Il governatore invita anche a segnale eventuali casi dove non vengono forniti i dispositivi di protezione o non vengono rispettate le distanze di sicurezza. Non per spirito inquisitorio, ribadisce, ma perché va garantita la salute di tutti.
Zaia, nel ringraziare, a proposito di lavoratori, anche gli addetti dei supermercati, sottolinea come la Regione abbia già investito, dall’inizio dell’emergenza 50 milioni di euro. Risorse destinate in primo luogo all’assunzione di personale medico e sanitario: ai 525 già inseriti, si aggiungeranno nei prossimi giorni, grazie al nuovo bando, ulteriori 486 profili. E poi all’acquisto di apparecchiature e dispositivi di protezione. In particolare le ormai introvabili mascherini: la Regione ha accordi per 2 milioni e mezzo di pezzi dall’estero. Il solo fabbisogno di medici e paramedici, peraltro, ammonta a circa 150mila al giorno. Per questo è ormai in dirittura d’arrivo il progetto di una mascherina made in Veneto.
A differenza dei rappresentanti di altre territorio, Zaia non chiede a chi si trovava qui in vacanza di tornare a casa propria. A tutti, nostrani e foresti, però, rinnova l’appello a non abbassare la guardia: “Non illudiamoci per un piccolo rallentamento nelle statistiche, siamo preoccupati come 5 giorni fa”.

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