CANCELLATE LE FINALI DI COPPA DEL MONDO DI SCI A CORTINA

La Fis boccia le porte chiuse
CORTINA D’AMPEZZO – Diciassette voti contrari su 18: il Consiglio di emergenza della Fis ha cancellato le Finali di Coppa del mondo di sci alpino, in programma a Cortina d’Ampezzo dal 16 al 22 marzo. Bocciata la proposta dell’Italia di tenere l’evento a porte chiuse, come previsto dal recente decreto governativo sull’emergenza coronavirus. Unico voto favorevole, quello dell’Italia stessa. Non è bastata nemmeno la documentazione ufficiale che testimoniava come a Cortina non vi siano persone positive al virus e la situazione sanitaria sia sotto controllo. La kermesse è stata annullata, non verrà rinviato, né recuperato in altra data. La stagione dello sci da pista agonistico, dunque si concluderà, con le gare di Are in Svezia, con valdostana Federica Brignone in testa alla coppa del mondo femminile. “E’ con grande rammarico che ho preso atto di questa decisione – ha detto il Presidente FISI, Flavio Roda -, ma ogni membro del Consiglio ha motivato la propria decisione di cancellare le Finali con le limitazioni che i rispettivi governi hanno loro imposto in relazione all’epidemia di coronavirus. Tutto ciò si è però concretizzato in una grave penalizzazione per il mondo dello sport, che avrà pesanti ricadute economiche sia per la Federazione che per la Fondazione Cortina 2021, che è l’organizzatore dei prossimi Mondiali e sarebbe dovuto essere anche l’organizzatore delle Finali”.
“La macchina organizzativa era pronta a ospitare le Finali e Cortina avrebbe dimostrato tutta la capacità nel fronteggiare eventuali situazioni di difficoltà o persino di emergenza. La decisione, purtroppo, riflette un problema di comunicazione da parte del nostro paese sull’emergenza sanitaria in corso”, ha aggiunto il sindaco di Cortina Giampiero Ghedina.
Lo sport dunque, ancora una volta subisce le ripercussioni dell’allarme per l’epidemia. “Questo però dà anche una dimensione della percezione che c’è all’estero, sui tavoli internazionali, delle nostre comunità e dell’Italia”, ha commentato il presidente della Regione Luca Zaia, che lancia un nuovo appello al Governo: “Bisogna pensare che a una emergenza si somma una seconda non meno grave emergenza – ha ribadito il governatore -: quella economica; occorre che, a tutela delle attività, delle imprese, della libera circolazione dei cittadini, sia recuperata sotto il profilo reputazionale l’immagine del Paese, attualmente e per chissà quanto tempo ancora percepito dalla comunità internazionale come un problema”.

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