SCUOLE CHIUSE IN VENETO PER UN’ALTRA SETTIMANA

Il Governo proroga la sospensione fino all’8 marzo
ROMA – La campanella non suonerà almeno per altri sette giorni. Manca ancora la pubblicazione ufficiale, ma i contenuti del decreto del governo riguardo all’emergenza coronavirus sono ormai chiari: la chiusura delle scuole, già in vigore da lunedì scorso, viene prorogata di un’altra settimana, fino all’8 marzo, in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le tre regioni in cui si è, ad oggi registrato il numero maggiore di casi. Il provvedimento riguarda gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido e le materne.
A confermare la decisione i rappresentanti delle Regioni, dopo la teleconferenza con il presidente del Consiglio. Il governo ha dunque recepito l’indicazione del Comitato tecnico-scientifico nazionale: gli esperti hanno ritenuto che la l’andamento del contagio sia ancora troppo veloce nelle tre aree del Nord Italia e che il contenimento abbia bisogno ancora di tempo.
Deluse quindi le aspettative del governatore del Veneto, Luca Zaia, che aveva spinto per una riapertura, anche per favorire il ritorno alla normalità e dare un segnale positivo all’economia in sofferenza. La decisione verrà aggiornata settimanalmente sulla base dell’evoluzione della situazione epidemiologica. Il ministero dell’Istruzione ha comunque garantito che non vi saranno conseguenze sulla regolarità dell’anno scolastico e che, nel caso, per gli alunni interessati, la stop non inciderà sull’obbligo di almeno duecento giorni di frequenza.
Via libera, invece, alla riapertura delle scuole, da lunedì prossimo, nelle altre quattro regioni, dove era stata applicata la sospensione: Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Marche. Torneranno in classe anche gli alunni delle province autonome di Trento e Bolzano: la prima aveva chiuso per il coronavirus, la seconda per la già programmata settimana di vacanza in occasion del Carnevale.
Fermi restando i divieti per tutti gli eventi che comportano cospicui assembramenti di persone, inoltre si sta valutando la possibilità per le attività culturali e di spettacolo di un accesso limitato e disciplinato.

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