IL CORONAVIRUS FA FIOCCARE LE DISDETTE NEGLI ALBERGHI

Colpito soprattutto il turismo congressuale
TREVISO – Il Coronavirus fa fioccare le disdette negli alberghi della Marca. In alcuni hotel è stato cancellato fino all’80-90% delle prenotazioni. Al timore da parte dei singoli viaggiatori si somma anche il divieto di svolgere manifestazioni con afflusso di pubblico, in seguito alle ordinanze emesse dal ministero della Salute e dalle Regioni. A essere colpito, in quest’ottica, è in particolare il turismo congressuale, a causa dell’annullamento di convegni, incontri e meeting. Con ripercussioni su tutto l’indotto, come evidenzia il presidente della Camera di commercio di Treviso e Belluno, Mario Pozza. Oltre alle stanze rimaste vuote, infatti, il danno deve considerare le derrate alimentari già acquistate per l’occasione, i compensi dei relatori, il noleggio delle apparecchiature per la trasmissione audio-video, i traspori locali e varie altre attività collegate a questi appuntamenti. Federmanager stima in oltre un miliardo di euro le ripercussioni in questo specifico segmento a livello nazionale. Tanto che, ricorda Pozza, alcuni hotel, vista la penuria di ospiti, stanno pensando di chiudere, per risparmiare almeno sui costi fissi.
Ma la preoccupazione è elevata per tutti i settori dell’economia trevigiana e veneta, più in generale. Unioncamere Veneto sta compiendo una rilevazione per raccogliere valutazioni e previsioni da parte delle aziende. Intanto le imprese locali devono fare i conti anche con un effetto psicosi che si va diffondendo nel resto del paese: “Diverse aziende si sono sentite dire da clienti di altre regioni di non inviare i propri tecnici e addetti per paura del contagio”, afferma il presidente dell’ente camerale trevigian-dolomitico.

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