VENEZIA, LA PROCURA CHIEDE IL PROCESSO PER SONIA KHEDIRI

Accusata di terrorismo, ora spetta al giudice decidere o meno il rinvio a giudizio
TREVISO – Sei anni fa fuggì da Onè di Fonte, in provincia di Treviso, e raggiunse la Siria, per arruolarsi nell’Isis assieme al marito. Sonia Khediri è accusata di terrorismo e ora spetterà al giudice decidere se gli elementi raccolti saranno sufficienti per rinviarla a giudizio.
La ragazza ha oggi 24 anni, e i fatti risalgono a quando lei, appena maggiorenne, andò a Instanbul per vivere una presunta storia d’amore, e si spostò poi in Siria dove avrebbe dovuto prender parte all’esercito dei “Foreign Fighters”.
Lei però dichiarò che era andata in Siria perché suo marito voleva arruolarsi con l’Isis, e nega di aver avuto un ruolo operativo al fianco dei terroristi.
Quando si è resa conto che l’Isis non combatte per un modo più giusto e secondo le leggi del Corano era troppo tardi. Il marito fu ucciso in combattimento, lei è rimasta sola con due bambini. E tornare in Italia era impossibile.
Nel giugno del 2018 Sonia si trovava reclusa a Hin Hissa, campo profughi ad un centinaio di chilometri da Raqqa, in Siria. La procura di Venezia all’epoca chiese mandato di cattura internazionale ma i giudici lo negarono in quanto Sonia Khediri non aveva un ruolo di rilievo tra i terroristi. Con la richiesta di rinvio a giudizio, i magistrati ritengono di avere elementi sufficienti per ottenere per la ragazza una condanna per terrorismo.

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