PEDEMONTANA, OPERA INFINITA E COSTOSA

"Chi prevede uno splendido futuro, vada a ripassarsi i costi"
TREVISO – Tutti ci auguriamo che il presidente di Confartigianato Imprese Veneto abbia ragione e la Pedemontana porti benefici alla produttività e ai cittadini. Quel che però non torna – purtroppo – sono i numeri. Le ricadute dovranno avere del miracoloso per pareggiare i conti con i costi.L’autostrada di cui Zaia ormai parla in qualsiasi occasione, avrebbe dovuto costare un miliardo e mezzo, quando l’allora governatore Galan – di cui Zaia era vice – ricorse allo stato di emergenza pur di poterla costruire.Peccato che da subito il costo previsto sia raddoppiato e nei 39 anni di project si arriverà a 12 miliardi!Certo la regione si è talmente compromessa, prima offrendo garanzie finanziarie da capogiro, poi assumendosi la responsabilità della riscossione dei pedaggi, che se non saranno sufficienti dovremmo coprire con le tasse dei veneti visto che Zaia si è impegnato a pagare al concessionario più di 300 milioni all’anno!Forse non basterà nemmeno il salasso del secondo pedaggio più caro d’Italia: un pendolare tra Montecchio e Bassano, o Bassano e Spresiano, dovrà sborsare uno stipendio se la prenderà solamente un paio di volte alla settimana, sono 1600 euro che diventano 2800 con un mezzo pesante e se la userà tutti i giorni per andare a lavoro diventano ancora il doppio! Il Presidente di Confartigianato Imprese snocciola i numeri di quanti ci abitano e che dovrebbero beneficiare dei mirabolanti vantaggi nella velocità di spostamento, ma la questione è quanti la percorreranno quella benedetta autostrada con questi costi. E le previsioni – come al solito clamorose – di Zaia, sono già stata smentite dall’analisi della Cassa Depositi e Prestiti, che le ha ridotte verosimilmente della metà.Lasciamo perdere poi le questioni della sicurezza, con i pezzi di galleria crollati durante i lavori e della serie infinita di discariche abusive sulle quali sono stati aperti i cantieri.Val la pena di notare che nel frattempo restano al palo collegamenti indispensabili per migliaia di lavoratori veneti, soprattutto le linee ferroviarie locali: ferme da decenni come la Chioggia – Padova o lasciate all’abbandono come la Verona – Rovigo. Simone Scarabelconsigliere regionale m5s Veneto

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