RITORNANO ALL’ANTICO SPLENDORE LE PORTE DELLA “CHIESIOLA” DI SOLIGO

Inaugurate dopo il restauro le tre porte dell’edificio sacro
FARRA DI SOLIGO – Con la benedizione del parroco di Soligo, don Brunone De Toffol, e le parole di presentazione di Domenico Citron, che si è interessato di realizzare l’opera di restauro, dopo il lascito dello storico locale Mario Ballancin, domenica 5 gennaio pomeriggio sono state inaugurate le tre porte di Santa Maria Nova per tutti i solighesi, semplicemente “la chiesiola”. Varcare la porta della casa di Dio è segno di fede e preghiera ed è stato ricordato che dal 1987 sotto la direzione di Antonio Paolucci, poi direttore dei Musei Vaticani si è iniziato, con la collaborazione degli Alpini e della Pro Loco di Soligo, il recupero dell’intero edificio destinato oramai al crollo. Dopo il recente restauro di tutti gli affreschi delle pareti ad opera di Ragna Nothoff, era proprio necessario che questa chiesetta potesse dare valore alla sue porte (d’ingresso, laterale e della sacrestia). Risalente ad un voto fatto da Rizzardo da Camino, signore di Soligo subito dopo la “peste nera” del 1348, dal cui contagio di morte la Vergine Maria e i santi qui rappresentati avevano liberato la sua famiglia e tanta gente della comunità solighese, la chiesa dopo anche i recenti studi del Giorgio Fossaluzza continua fino ad oggi ad essere meta di visite e preghiera per venerare la Vergine Maria con devozione riconoscente.
Il lavoro è stato realizzato dalla ditta di Soligo “Il Cesello” di Giuseppe e Marco Prone con competenza e rispetto con la direzione dell’architetto Marco Merello, di Cristina Falsarella dell’Ufficio Diocesano Arte Sacra e della Soprintendenza di Venezia nella persona di Luca Majoli. Il Convito Musicale diretto dal maestro Paolo Mosena ha dato risalto all’avvenimento con i tipici strumenti medievali antichi e i canti del concerto “La ciarastela”, tratti da un repertorio popolare di tutta Europa e in particolare con due canti delle riscoperte melodie patriarchine di origine aquilejese con la voce melodiosa del soprano Lucia Valentini. Un grazie ad Eugenia e Anna per la cura della chiesetta e agli Alpini di Soligo per il brulè e il rinfresco preparato a fine concerto nella loro sede vicina.
Diego Berti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.