NEI COMUNI DELLA MARCA 700 DIPENDENTI IN MENO IN OTTO ANNI

L’allarme della Cgil per i pensionati non sostituiti
TREVISO – Comuni trevigiani: rapporto popolazione/dipendenti inferiore rispetto a quanto previsto per gli enti in dissesto. L’analisi dei dati del conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato dimostra che serve un piano straordinario di assunzioni per colmare il gap accumulato negli ultimi anni, con un rapporto negativo tra assunti e cessati dal 2010 al 2017 di complessivamente meno 698 dipendenti nella provincia di Treviso, solo nell’ultimo triennio di riferimento il saldo è meno 356 posti di lavoro.
“I dati confermano l’allarme lanciata da tempo dal Sindacato – afferma Ivan Bernini, segretario generale FP CGIL Treviso – dal 2010, l’anno del pareggio di bilancio in costituzione, Stato e Regioni hanno pensato di fare cassa attraverso la compressione generalizzata della spesa pubblica: bloccando le assunzioni del personale e lasciando sguarniti i posti vacanti determinati dai pensionamenti, bloccando i contratti e riducendo le retribuzioni”.
“Se la politica si è riempita la bocca della necessità di potenziare attività e servizi dei comuni, in nome della vicinanza degli enti al cittadino e del federalismo, nessun legislatore, a tutti i livelli, ha poi operato in tal senso – tuona il segretario generale FP CGIL di Treviso -. Infatti, dal 2007, anno di inizio della crisi economica, il rafforzamento dei servizi dei Comuni, considerati il primo luogo nel quale si rivolge il cittadino in difficoltà, è diventata una bandiera… mai issata. E negli anni successivi il crollo è stato inesorabile, i dipendenti sono diminuiti e i servizi che garantivano sono stati svuotati delle loro funzioni e potenzialità, quando non addirittura azzerati”.
“I ministri che si sono avvicendati in questi anni hanno fatto a gara nell’introdurre meccanismi penalizzanti nei confronti dei lavoratori pubblici, additati come fannulloni. Fumo negli occhi per nascondere la verità: il costante e inesorabile comprimere della spesa destinata alle autonomie locali. Era questo lo snellimento della burocrazia? – si chiede ironico Bernini”.
“Il malato ormai è agonizzante e l’unica terapia è quella di togliere i vincoli alla spesa e alle assunzioni. Vincoli generalizzati a tutti gli enti, anche a quelli con bilanci positivi ed equilibrio economico-finanziario come quelli trevigiani – sottolinea Bernini -. E poi consentire di derogare ai limiti per l’inserimento di figure professionali strategiche per l’innovazione degli enti e per la priorità dei servizi al cittadino, come fatto ad esempio dal Ministro Madia per le educatrici ai servizi all’infanzia, a partire da servizi diretti (come le anagrafe) e dai servizi sociali. Infine, liberare la possibilità per gli enti locali in condizioni di equilibrio di poter remunerare il proprio personale aumentando il salario accessorio – conclude Bernini – perché l’ultima delle grandi contraddizioni di questi anni è che sono aumentati i carichi di lavoro e diminuito il personale, quindi la produttività è aumentata, ma il salario individuale è sceso”.

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