SCOPERTA CASA DI APPUNTAMENTI CINESI IN UN APPARTAMENTO A FONTE

I Carabinieri pongono fine ad un vasto giro di prostituzione
FONTE – Una vera e propria casa d’appuntamenti a conduzione cinese. L’hanno individuata e bloccata i Carabinieri deL Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Castelfranco in un condominio di Fonte.
L’indagine è partita dalle segnalazioni di nuemrosi cittadini sull’andirivieni sospetto in un appartamento situato in una palazzina di via Asolana. In svariati appostamenti, gli investigatori dell’Arma hanno appurato il notevole flusso di frequentatori maschili: uomini diversi, di varie età, che entravano, rimanevano per qualche decina di minuti e poi se ne andavano. Nel primo pomeriggio di lunedì scorso, i militari hanno fatto irruzione nell’abitazione: vi hanno trovato una donna cinese di 42 anni, la tenutaria, e, in un’altra, stanza una connazionale 49enne, in abiti succinti, che aveva appena effettuato una prestazione con un 50enne della zona e attendeva altri clienti. Nell’appartamento, luci colorate soffuse, candele, dispensatori di profumo, musica di sottofondo: insomma, la tipica ambientazione per favorire gli incontri.
E’ così emerso il fiorente giro d’affari che da diversi mesi gravitava attorno alla casa: secondo una prassi consolidata, i clienti contattavano dapprima un numero di telefono inserito in annunci online pubblicati su siti internet dedicati, quindi si accordavano sulla natura del rapporto e raggiungevano l’abitazione, seguendo le indicazioni che venivano loro fornite. Una volta all’interno, trovavano ad accoglierli la maitresse 42enne, che li accompagnava con modi gentili in una delle camere da letto, dove li attendeva la 49enne, con la quale consumavano rapporti sessuali completi per la somma di 70 euro.
I Carabinieri hanno quindi messo sotto sequestro l’appartamento, apponendo i sigilli di legge, poi hanno accompagnato le due donne, entrambe ufficialmente senza fissa dimora, in comando. La maitresse è stata stata arrestatata, essendo stata colta in flagranza dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, ed è stata poi portata alla casa circondariale femminile della Giudecca a Venezia, a disposizione della magistratura.

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