UCCISA A CAPO VERDE, FERMATO UN ALTRO ITALIANO

Il movente sarebbe un debito. La polizia ha sequestrato pc e 11 mila dollari

TREVISO. Sono due le persone fermate dalla polizia di Capo Verde per l’omicidio della trevigiana Marilena Corrò, si tratta del 48enne Gianfranco Coppola, istruttore di kick boxing e di un 50 enne suo conoscente. Entrambi sono italiani, Coppola, originario dell’Emila Romagna viveva da dieci anni nel paese africano e abitava nel B&B di Marilena Corrò. Secondo i magistrati di Capo Verde il movente potrebbe essere un debito che Coppola aveva nei confronti della donna trevigiana il cui corpo è stato trovato tumefatto all’interno di una cisterna. I poliziotti dopo aver arrestato Coppola hanno perquisito la sua stanza e sequestrato telefoni e pc e oltre 11 mila dollari in contanti, l’uomo avrebbe confessato di essere l’autore dell’omicidio raccontando di non aver colpito la donna con un oggetto contundente ma di averla presa a schiaffi e spinta nella cisterna, cadendo la donna avrebbe battuto la testa, un colpo che le sarebbe stato fatale. La scomparsa tragica di Marilena Corrò ha suscitato una profonda commozione a Treviso, la donna che gestiva il residence da circa un anno era molto conosciuta. In città vivono i suoi due figli, per molti anni aveva gestito un B&B a Borgo Cavour. L’amministrazione comunale ha comunicato di essersi attivata con la Farnesiva per ottenere in tempi brevi il rimpatrio della salma.


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