“RIMANIAMO AL LAVORO PER SALVARE LA MONTI”

La decisione dei dipendenti, nonostante gli stipendi arretrati
MASERADA SUL PIAVE – Mantenere la continuità della produzione per alimentare le speranze di salvataggio. Alla Tessitura Monti di Maserada si sono tenute le assemblee: i 248 addetti hanno deciso di restare al lavoro nonostante la situazione molto incerta, dopo la presentazione, da parte dell’azienda, della dichiarazione di insolvenza. E nonostante avanzino due mesi e mezzo di stipendio e tutti i versamenti siano attualmente congelati, proprio in seguito alla procedura.
Sfumata la trattativa con un fondo svizzero interessato all’acquisizione, nell’impossibilità di far fronte alle scandenze dei prestiti, venerdì scorso i vertici della Tessitura hanno portato i libri in Tribunale a Venezia. L’industria tessile, infatti, sarebbe gravata da una cinquantina di milioni di euro di debiti, di cui una quindicina con le banche.
Ora dunque sarà il giudice a valutare se accettare lo stato di insolvenza e, con ogni probabilità avviare un’amministrazione straordinaria. In caso contrario si aprirebbe la strada del fallimento.
I sindacati di categoria chiedono responsabilità anche da parte di fornitori e clienti, nonchè l’intervento delle amministrazioni locali. “Tutti devono spingere nella stessa direzione, per salvare un pezzo importante della storia di questo territorio”, ribadiscono Ildebrando Dall’Acqua e Massimo Novello della Filctem Cgil, Gianni Boato della Femca Cisl, Francesca Pol, della Uiltec Uil.
Nel momento di massima espansione, nei primi anni Duemila, la Monti contava circa 1.300 addetti, oggi, dopo varie ristrutturazioni a causa della crisi e della concorrenza delle produzioni straniere, specie dell’Estremo Oriente, ne rimangono meno di un quinto. La maggioranza dei dipendenti della Monti a Maserada sono donne e, soprattutto in produzione, l’età media è intorno ai 50 anni, quella più critica per una ricollocazione: molti hanno una professionalità elevata, ma poco spendibile sul territorio, proprio per il forte ridimensionamento subito da settore. E solo una parte potrebbe, nel caso, essere accompagnata verso la pensione.
Le decisioni del Tribunale sono attese in tempi relativamente brevi. Al momento non sono stati indetti scioperi, ma sindacati e lavoratori stanno studiando varie iniziative per tener desta l’attenzione sul futuro della storica realtà produttiva.

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