IL VESCOVO AGLI AGRICOLTORI: “PRODUCETE ALIMENTI BUONI”

Delegazione di Confagricoltura ha incontrato monsignor Tomasi
TREVISO – “L’agricoltura deve puntare a produrre alimenti buoni, dimostrando di avere un senso etico nei confronti della società. Chi coltiva i campi oggi è chiamato a un ruolo di grande responsabilità per dare un importante apporto alla qualità della vita delle persone”.
È questa la sollecitazione rivolta dal vescovo Michele Tomasi ai dirigenti di Confagricoltura Treviso nella visita nella sede della diocesi, per far conoscere l’organizzazione agricola e il suo ruolo sul territorio trevigiano. Erano presenti il presidente provinciale Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, il vicepresidente Fabio Curto, il presidente regionale Lodovico Giustiniani, il direttore Renato Bastasin, il presidente dei pensionati Marcello Criveller e la presidente dei giovani Martina Dal Grande.
Nell’incontro si è parlato a lungo della contrapposizione insorta negli ultimi anni tra le aziende agricole e i residenti, con riferimento soprattutto alle problematiche riguardanti le zone del Prosecco. Il vescovo Michele Tomasi ha sottolineato l’importanza di una visione integrata e dialogante: “È importante da parte degli agricoltori interagire con la popolazione e anche avere la massima cura nel lavoro con la terra e con gli animali – ha rimarcato -. Oggi, nel mondo attuale, siamo chiamati a riflettere sempre di più su come consumiamo e cosa mangiamo, puntando a prediligere la qualità della produzione. L’agricoltore ha un ruolo importante nella filiera della vita. Perciò è doveroso un senso etico nella cura degli animali e dei prodotti”.
Il presidente Bonaldi ha concordato sull’importanza del dialogo: “Stiamo finanziando progetti di ricerca per arrivare a un’agricoltura sostenibile e integrata – ha detto -, ma dobbiamo cercare di comunicare meglio quello che stiamo facendo e cercare di farci comprendere. Vogliamo che la popolazione recepisca che le nostre aziende agricole, con il proprio lavoro, sono una garanzia di tutela per il nostro territorio”.
Giustiniani ha spiegato che il futuro dell’agricoltura passerà dalla capacità di stare sul mercato e quindi anche dall’andare incontro alle nuove esigenze. “Il valore portante sta diventando sempre di più quello del benessere sociale e animale. Molti stanno chiudendo gli allevamenti dei conigli, che sono visti sempre più come animali da compagnia. Noi in realtà da molti anni poniamo una grandissima attenzione al benessere animale, ma chi vive nella realtà urbana ha una conoscenza sempre meno approfondita delle dinamiche della campagna”.
Il vescovo ha mostrato molto interesse per la descrizione della attività agricole, in particolar modo per la stalla robotizzata di Fabio Curto e la realtà che sta prendendo sempre più piede della nocicoltura, con la varietà Lara che sta incontrando molti consensi sul mercato.

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