COLLEZIONISTA DI CIMELI FASCISTI ASSOLTO

Il fascio littorio e l’aquila in giardino per il giudice non è apologia
UDINE – Un altro caso di esposizione di simboli fascisti: questa volta siamo a Gemona, in Friuli Venezia Giulia, a casa di Paolo Garlant.
Ma “non è reato avere delle rappresentazioni del fascio littorio in giardino o alle pareti di casa. Non è nemmeno reato esporre una targa con una frase di Benito Mussolini. Ed esporre simboli o cimeli del ventennio fascista non significa necessariamente supportare in maniera diretta il Partito Nazionale Fascista”. La Legge Scelba del 1952 sul reato di apologia del fascismo in questo caso si disinnesca. Questa la decisione dl Tribunale di Udine, che assolve l’imputato Paolo Garlant, proprietario dell’abitazione e collezionista di cimeli storici.
Nel 2017 la denuncia era arrivata direttamente dai Carabinieri di Gemona che avevano notato i simboli fascisti nel giardino e sulla facciata della casa di Garlant. Ieri l’udienza, che scagiona l’uomo anche perché quegli oggetti sono tutelati dalla Soprintendenza in quanto beni storici.
Inoltre “l’apologia del fascismo presuppone la messa in pratica di azioni rivolte alla ricostituzione del Partito Fascista”, e non l’esposizione di cimeli che lo ricordano. Il fatto per il Tribunale di Udine non costituisce reato, e per questo Garlant è stato assolto.

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