IL TERZIARIO TREVIGIANO CREA OLTRE 5MILA POSTI DI LAVORO

Sono soprattutto under 30, boom dell’indeterminato
TREVISO – Oltre cinquemila nuovi posti di lavoro creati in un anno. Al netto delle posizioni terminate, nel 2018 gli occupati nel terziario della Marca sono stati 5.055 in più, in stragrande maggioranza under 30. E la tendenza prosegue anche nella prima metà del 2019, con 1.050 nuove posizioni. E’ il terzo miglior saldo tra le province venete, rappresentado quasi un quinto dell’intero incremento regionale.
Il dato è contenuto nell’annuale rapporto sullo stato del settore trevigiano, promosso dall’ente bilaterale Ebicom e dall’Unascom Confcommercio ed elaborato da EbicomLab.
La nuova occupazione tocca soprattutto i giovani: 4.965 nuovi posti di lavoro dipendente sono infatti andati a giovani sotto i trent’anni. E proprio ai giovani si rivolge in primis Federico Capraro, presidente di Confcommercio Treviso.
Riguardo gli imprenditori, invece, il ricambio generazionale langue. Anzi, a fronte di un aumento dell’8,2 per cento di titolari ultrasettantenni, gli over 30 sono calati di 7,6 punti.
Altra notizia positiva: boom dei contratti a tempo indeterminato, con un saldo in attivo di 1.680 unità, soprattutto per effetto della conversione in rapporti di lavoro stabile dei contratti a termine. Fenomeno, a sua volta, stimolato dagli sgravi fiscali.
Le imprese prevedono di assumere ancora, in prevalenza addetti tra i 18 e i 30 anni, diplomati e laureati, ma anche con già esperienza nel campo. E, dopo che il 42% ha dichiarato fatturato in aumento nel 2018, solo un 13% prevede un calo nel 2019. L’anno scorso la quota era di 8 punti maggiore.
Tra le ombre, però, c’è anche il ritardo sulle nuove tecnologie: se nel 2019 sono cresciute del 6% le attività dedicate all’e-commerce, solo il 15% dei negozi è completamente digitale, utilizza cioè sito internet, canali sociale, vendite on line e sistemi informatici specifici per gestire le relazioni con i clienti. Il tema delle nuove tecnologie digitali e delle piattaforme on line, è una delle sfide del prossimo futuro per il settore individuate da Alessandro Minello, direttore scientifico dell’EbicomLab, insieme a green economy, rapporto tra città e periferie e capacità di attrarre giovani talenti.
Treviso, poi, si scopre sempre più economia turistica: secondo un’analisi del Ciset, centro ricerche dell’università Ca’ Foscari, il fatturato turistico in provincia ammonta a 488 milioni di euro. Di questi 248 sono attribuibili a visitatori stranieri, mentre gli italiani valgono  240 milioni. Per i primi è calcolato una spesa media giornaliera pro capite di 86 euro, contro i 104 stimati per i turisti provenienti dal resto del Belpaese.
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