MACCHÈ PROTESI, LUI CORRE A NEW YORK

Dopo l’incidente i medici non gli avevano dato speranze di ripresa
TREVISO – Dopo un grave incidente si ruppe la testa del femore e la soluzione dei medici era la protesi alla gamba, ma lui sapeva che un’altra strada era possibile e non si arrese a rimanere zoppo per il resto della sua vita. Oggi Raimondo Amadio, presidente della scuderia Villorba Corse, ha vinto la sua sfida correndo alla Maratona di New York, con un tempo di 5 ore e 43 minuti. I medici non avevano visto speranze di recupero per lui e pensavano già all’operazione e alla protesi, ma Amadio si è affidato al personal trainer Paolo Calandra, personaggio noto nel mondo sportivo trevigiano. Un programma giornaliero, per nuovi obiettivi quotidiani, nel quale hanno lavorato insieme in piscina e in palestra. Poi da metà giugno anche in strada.
Mollate le stampelle, Amadio ha cominciato a correre, e giorno per giorno a migliorare il suo stato di salute. Prima di allora non aveva neanche mai amato passeggiare, ma ha trovato la motivazione di fare anche una cosa che non gli piaceva, con un solo grande obiettivo: la maratona di New York. Nessuno a parte Paolo Calandra ha appoggiato la sua scelta, ma Amadio ha continuato, ed ha corso per tutti i 42 km monitorato dal suo coach e incoraggiato dal pubblico, che in quei momenti vuol dire tanto. E così Mister Le Mans ha conquistato New York dimostrando che la forza di volontà e la determinazione sono una strategia più che vincente.

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