TERREMOTI E ALLAGAMENTI, LA PROTEZIONE CIVILE SIMULA LA MAXI-EMERGENZA

In prima linea l’Associazione Alpini con il suo ospedale da campo
TREVISO – I soccorritori, arrivati sia da terra sia via mare, hanno dovuto con scosse di terremoto, alluvioni, smottamenti e frane, per giunta con condizioni meteo particolarmente avverse.
Uno scenario molto grave e complesso, ma per fortuna solo simulato, per testare la capacità di risposta delle varie strutture di soccorso in caso di calamità.
Vadirex è forse la maggiore esercitazione di protezione civile in Italia. L’edizione 2019, la seconda dopo quella dell’anno scorso, si sta svolgendo in queste ore in varie aree della provincia di Imperia, in Liguria, e di Lodi, in Lombardia.
Centinaia i partecipanti, tra volontari, personale del Dipartimento di Protezione civile e militari delle forze armate.
Oltre 830, gli uomini e le donne coinvolti, come spiega Sergio Rizzini, direttore della Sanità alpina e dell’Ospedale da campo dell’Associazione nazionale alpini.
La Protezione civile Ana, infatti, è in prima linea nell’operazione, con i suoi esperti di logistica e gli altri specialisti e con le squadre sanitarie e l’Ospedale da campo, struttura di eccellenza a livello internazionale, dotata anche di una vera e propria sala operatoria, in grado di essere perfettamente operativa in ogni zone del mondo nel giro di 24 ore.
Diverse le simulazioni in cui i volontari delle penne nere sono stati impegnati, oltre alla maxi-emergenza, sottolinea Paolo Rosso, coordinatore della Protezione civile Ana del 1° raggruppamento Piemonte – Valle d’Aosta – Liguria.
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