L’AMBIENTE ENTRA NEI CONTRATTI AZIENDALI DEL METALMECCANICO DI MARCA

La Fiom proporrà un’apposita piattaforma
TREVISO – La salvaguardia dell’ambiente entra per la prima volta nella contrattazione delle fabbriche metalmeccaniche. A fine anno scade il contratto collettivo nazionale del settore e, a cascata, imprese e sindacati inizieranno a discutere delrinnovo degli accordi aziendali. Oltre alle tradizionali rivendicazioni su retribuzioni, condizioni di lavoro, welfare, la Fiom Cgil di Treviso porterà al tavolo di negoziato anche la richiesta di interventi sull’ecosostenibilità e la riduzione dell’impatto ambientale: dal favorire produzioni e imballaggi riciclabili al risparmio energetico e all’utilizzo di energie rinnovabili negli stabilimenti, dalla riduzione delle emissioni o del trasporto su gomma, all’introdurre indicatori ambientali nei premi di risultato. Ma anche piccole misure quotidiane, come eliminare stoviglie e posate di plastica dalle mense, fornire borracce riutilizzabili ai dipendenti, preferire alimenti bio e a km zero per pranzi e punti ristoro, diminuire il consumo di carte, ad esempio con buste paga elettroniche, incentivare l’uso di mezzi pubblici. del car- sharing o della bicicletta per andare al lavoro, come spiega Enrico Botter, segretario generale della Fiom Cgil Treviso.
La nuova stagione di contrattazione di secondo livello riguarderà gran parte delle principali industrie locali del metalmeccanico: Permasteelisa, De’ Longhi, Sole, Berco, gruppo Zoppas, Breton, Electrolux. Da fine 2016, sono state sottoscritte 43 intese aziendali integrative, coinvolgendo circa 12mila lavoratori, un quarto degli addetti totali del settore trevigiano. Un dato leggermente sopra la media nazionale, al 20%, ma “il fatto che  tre lavoratori su quattro siano ancora privi di contrattazioni aziendale dimostra quanta strada c’è ancora da compiere”, rimarca ancora Botter.
Tra i punti su cui il sindacato vuole rilanciare la discussione c’è anche la formazione. “Si fanno grandi proclami sul capitale umano, ma poi si fa poco”, sottolinea il leader delle tute blu trevigiane. All’Electrolux ad esempio, delle 24 ore di formazione a testa previste dall’ultimo contratto nazionale, ne sono state programmate solo 8 sulla digitalizzazione.
E la nuova stagione di rinnovi si apre con uno scenario macroeconomico molto incerto: in particolare la frenata del comparto automobilistico ha spinto alcune aziende legate a queste produzioni ad avanzare le prime richieste di cassa integrazione ordinaria.

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