PIOVESANA: “LA FRENATA DELL’ECONOMIA SI SUPERA INVESTENDO”

La presidente di Assindustria invita i colleghi alla fiducia
TREVISO – Di fronte a dati economici non brillanti per l’economia trevigiana, nella prima parte del 2019, Maria Cristina Piovesana, presidente di Assindustria VenetoCentro, chiede ai colleghi imprenditori di non perdere la fiducia e di continuare ad investire.In particolare, a giugno l’export dalla Marca ha allineato un segno negativo, come non succedeva dal 2012.“Questo non è dovuto all’incapacità delle nostre aziende di continuare ad essere perfomanti – ribadisce Piovesana -, ma a fattori che non dipendono da noi, a partire da una situazione mondiale in continua evoluzione. Questo provoca incertezza, che è nemica della fiducia, la quale, a sua volta, è motore dei mercati”. Preoccupano naturalmente, anche le tensioni commerciali e geopolitiche acuitesi a livello internazionale.“Ci troviamo in mezzo ad una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, e ne subiamo le conseguenze. Così come qualche preoccupazione desta la Brexit: la Gran Bretagna rappresenta un mercato molto importante, specie per alcuni settori. Quello comune europeo è un mercato a cui non possiamo rinunciare”.Da qui l’invito agli imprenditori:“Bisogna ontinuare a investire e a credere nel proprio lavoro, cercando mercati alternativi: in passato sceglievi un mercato che ti era più affine e su quello concentravi gli sforzi. Ora è necessario essere contemporaneamente in tanti paesi diversi, per compensare con la crescita di uno il rallentamento di un altro. Bisogna essere più veloci del mercato stesso. Per riuscire a farlo sono necessarie flessibilità e apertura, non solo da parte degli imprenditori me di tutta l’organizzazione aziendale”.Al governo, invece, la leader degli industriali trevigiani chiede di consolidare i piani per Industry 4.0, iper e superammortamento, in modo da consentire una prospettiva di lungo periodo proprio per gli investimenti. Ma anche di rafforzare la riduzione del cuneo fiscale e la decotribuzione sugli incrementi salariali decisi con la contrattazione di secondo livello, per favorire maggiore produttività e, nel contempo, lasciare più soldi in tasca ai lavoratori.

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