DOPO IL PARTO CHIEDE L’INFIBULAZIONE

La ragazza di origini africane vittima di una pratica inumana

TREVISO – Era arrivata da poco in Italia, quando già alla prima visita i medici hanno visto una realtà sconvolgente: i suoi genitali erano stati tagliati e ricuciti malamente. Una pratica tribale che ancora oggi coinvolge milioni di donne nel mondo. L’infibulazione consente i rapporti, seppur dolorosi, ma nel parto si rischia la vita. Il medico l’ha convinta a riaprire la ferita per far nascere il bambino, ma dopo il parto la ragazza ha chiesto di essere di nuovo infibulata, forse sotto pressione del marito o per ripetto di una tradizione inumana fatta di mutilazioni genitali che coinvolgono ogni anno milioni di bambine in Africa, Medio Oriente e Asia. Il medico si è rifiutato di far tornare la donna come prima, sia perché in Italia l’infibulazione è una pratica vietata, ma soprattutto per una questione di civiltà e buon senso.


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