FRATELLI D’ITALIA: MAIL E TELEFONO PER SEGNALARE I CASI DI ABUSI

Lo scorso luglio il consigliere regionale Berlato aveva chiesto una commissione d’inchiesta su affidi e adozioni
TREVISO. Dopo più di un anno di lavoro e in seguito alla mozione per una commissione di inchiesta sugli affidi e adozioni, presentata il 17 Luglio scorso, alla Regione Veneto dal Consigliere Regionale Sergio Berlato , nella provincia di Treviso continua l’  monitoraggio di Fratelli d’Italia sul caso degli affidi dei minori. “Abbiamo riscontrato diverse situazioni di criticità, nei confronti dei minori e delle loro famiglie e, nonostante ci abbiano invitato più volte a “spegnere i riflettori” sia sui diritti dei minori che sui facili affidi, noi non abbiamo desistito perché la nostra coscienza ci ha imposto di andare avanti. Ci sono giunte diverse segnalazioni e richieste di aiuto in diversi ambiti familiari e, quello che credevamo essere una realtà piccola è invece una realtà ampia e diffusa, una situazione inimmaginabile” – dichiara Lara De Martin Pinter, Responsabile del Dipartimento provinciale di Fratelli d’Italia per le politiche sociali e dei minori. “Le segnalazioni che ci sono pervenute sono costantemente monitorate e valutate da professionisti del settore che ci danno il loro supporto” – aggiunge Giovanni Battista Patete, Dirigente Provinciale di Fratelli d’Italia. “In questo lasso di tempo abbiamo riscontrato il timore che hanno le famiglie nel segnalare pubblicamente le loro situazioni di disagio, hanno paura di ritorsioni a vario titolo e per questo abbiamo attivato un numero di cellulare e un indirizzo mail attraverso i quali fare le segnalazioni”. Le segnalazioni potrenno essere inviate via mail all’indirizzo [email protected] oppure al numero di telefono 345-0509083.  Lara de Martin Pinter tiene a specificare: “Vogliamo sottolineare che tutte le segnalazioni e richieste di supporto sono trattate e coperte dalla massima riservatezza. Il nostro obiettivo primario è quello di verificare tutti i casi e dare supporto ai casi critici; Non vogliamo colpire in modo generalizzato i professionisti che operano nel mondo dei servizi sociali, anzi apprezziamo e stimiamo chi si dedica con professionalità e passione nella difesa dei minori e delle famiglie, ma allo stesso tempo segnaleremo i professionisti che non operano con onestà, secondo coscienza, e che non rispettano la normativa attuale”.

 


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