Assemblea portierato Ulss 8. “Paghe da fame”

Vicenza – Assemblea sindacale, questa mattina, dei lavoratori del portierato della Ulss 8 Vicenza. Ne è emersa una difficile situazione rispetto alle condizioni economiche dei lavoratori, che prendono oggi poco più di tre euro l’ora. La Filcams Cgil si è attivata, insieme alle altre sigle sindacali, per le dovute verifiche con i rispettivi uffici legali.

I lavoratori e le organizzazioni sindacali inoltre hanno deciso di chiedere un incontro a livello Regionale alla Ulss Zero  e alle aziende coinvolte nell’appalto che si è concretizzato a ottobre del 2018 e che ha fatto emergere quella che Filcams definisce una vera emergenza sociale. Silenzio assoluto invece dalle istituzioni preposte. 

“E’ inconcepibile – commenta Antonio Cunsolo, della segreteria Filcams di Vicenza, – che con i soldi dei contribuenti l’Azienda Zero e la Regione Veneto decidano di risparmiare solo sulla pelle dei lavoratori, ed è ancor più grave che questo criterio venga usato nell’affidamento di servizi pubblici senza avere alcun rispetto per la dignità dei lavoratori. Si tratta di enti dell’ordinamento statale che devono tener conto anche della loro responsabilità sociale”.

Sulla delicata questione è intervenuta oggi anche la consigliera regionale di minoranza Cristina Guarda, che stigmatizza soprattutto l’atteggiamento della giunta Zaia e di Azienda Zero, che semplicemente tacciono. “Un silenzio preoccupante – osserva la consigliera regionale -, che dura da mesi e che di fatto ci fa temere l’assenso a un trattamento economico indecente. Occorre fermare quest’ingiustizia, ancor più intollerabile considerato che avviene all’interno di strutture del sistema sanitario pubblico”.

“Dobbiamo continuare a denunciare, uniti – continua Guarda -, per superare il silenzio della giunta. Ho presentato un’interrogazione ormai il 13 dicembre dello scorso anno ma ancora siamo in attesa di risposta. La vicenda è direttamente collegata a un appalto indetto dalla Regione, per cui è doppiamente grave il mancato intervento a tutela di queste persone. Il nuovo contratto, per i dipendenti ex Rekeep, ha significato salari ridotti del 30%, non riconoscimento della maggiorazione per il turno notturno, della quattordicesima e del buono pasto”.

“Con la nascita di Azienda Zero – conclude la consigliera di Amp – la Regione aveva assicurato grandi risparmi per la sanità veneta, ma senza specificare che sarebbero avvenuti sulla pelle dei lavoratori. E, comunque, il risparmio non può essere il solo criterio premiante per l’affidamenti dei servizi pubblici. Deve esserci una responsabilità sociale, altrimenti è una giungla in cui vale solo la legge del più forte: il datore di lavoro”.

vicenzareport.it

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