Veneto, l’economia in frenata

Si legge nel rapporto della banca d’italia. In calo la produzione industriale, che rimane a livelli più alti, rispetto alla media nazionale; occupazione debole; timidi investimenti. Il dato emerge dall’indicatore«Ven-ICE», elaborato dalla Banca d’Italia, che misura la crescita di fondo dell’economia regionale, e mostrato oggi.

Nel 2018 la produzione industriale regionale ha rallentato (+3,2% rispetto al+4,1% nel 2017) in quasi tutti i settori di produzione, oltre alla meccanica, le principali aree di specializzazione.

Ciò si riflette sulla domanda interna e le esportazioni di beni (+2,8% rispetto al+5,6%) che in condizioni di debolezza del commercio mondiale è aumentato meno della domanda dei principali mercati di destinazione.

Anche gli investimenti industriali dopo quattro anni di crescita ha rallentato (+3,8% reali) e, secondo il parere degli operatori, nel 2019 sarà a diminuire.

Il fatturato delle imprese di servizi non finanziari di stagnazione (+0,2% a prezzi costanti) colpiti dalla crisi dei consumi interni e la stabilizzazione del numero di turisti (+0,1%).

Un alto livello di attività nel settore delle costruzioni è aumentato leggermente, sostenuti lavori per la ricostruzione di abitazioni, mentre il settore dei lavori pubblici ha risentito ancora della debolezza degli investimenti degli enti territoriali.

Con il rallentamento del mercato è interrotta la fase di crescita della redditività delle imprese, iniziata nel 2013, che tuttavia, rimane su livelli storicamente elevati.

Le imprese-secondo il rapporto della banca d’italia-nonostante l’attuale fase del ciclo con una struttura finanziaria più equilibrata dello scorso, grazie alla grande autofinanziamento che ha rafforzato il patrimonio e servizi di liquidità.

Nel 2018 i prestiti nel settore manifatturiero è sceso leggermente (-0,2%), poi nei primi tre mesi 2019 (-2,3%).

forme di finanziamento alternative canali bancari, nonostante la crescita negli ultimi anni, rimangono limitate.

per quanto riguarda il mercato del lavoro, nel 2018 la crescita di occupati è debole (+0,6%), in particolare i lavoratori a tempo indeterminato.

il tasso di disoccupazione è rimasto stabile (6,4%).

i dati del primo trimestre confermano il rallentamento dell’occupazione e la continua sostituzione dei contratti a tempo determinato con contratti a tempo indeterminato.

un lieve miglioramento del mercato del lavoro ha favorito l’espansione del reddito e dei consumi delle famiglie che sono cresciuti anche nel 2018. famiglie in stato di povertà assoluta rimangono a livello 2017 (5,0%).

ipotecari sono aumentati, se nella composizione dei mutui per la costruzione di abitazioni (+7,8%) e del credito al consumo (+6,1%).

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