Pfas, il commissario Arpav in audizione – Vicenzareport – Notizie, Cronaca, Cultura, Sport di Vicenza e provincia

Venezia – “Ci sono aspetti che vanno ulteriormente chiariti, soprattutto per quanto riguarda la documentazione relativa al 2013 che attestano la presenza di filtri forniti già nel 2011. Documentazione recepita da Arpav in maniera passiva, senza andare a verificare la presenza e la funzionalità della barriera idraulica. Nel 2005, invece, secondo quanto riferito dal Commissario, Arpav non ne era assolutamente a conoscenza: sulla base delle loro informazioni si trattava di pozzi di emungimento, come comunicato al Genio civile. Resta tuttavia il sospetto, non dissipato, che Miteni potesse utilizzarli già allora come barriera e quindi sapesse che ci fosse una contaminazione in atto”.

È quanto scrivono in una nota congiunta i consiglieri regionali di minoranza Stefano Fracasso, Andrea Zanoni (Pd), Cristina Guarda (Amp), Piero Ruzzante (Leu) e Patrizia Bartelle (Iic), commentando l’audizione odierna del commissario straordinario Riccardo Guolo sull’inquinamento da Pfas, chiesta dagli stessi consiglieri, per fare chiarezza sugli episodi antecedenti il 2013, evidenziati lo scorso marzo dai carabinieri del Noe di Treviso in una relazione in cui venivano denunciati ritardi nelle operazioni di bonifica.

“Dalle indagini del Noe – aggiungono i consiglieri regionali – emergono documenti che potevano indurre a maggiori verifiche e proprio per la garanzia della credibilità di un ente come Arpav, riteniamo sia necessaria una ulteriore attività di indagine. Le criticità sollevate oggi è le richieste di chiarimento non risposte, non ci consentono di dichiarare che non vi fu alcuna leggerezza nell’affrontare controlli su un sito sottoposto a Direttiva Seveso e causa di gravi contaminazioni passate”

“Nel ribadire – concludono – che i monitoraggi del Progetto Giada, a fine anni 2000, non riguardavano i Pfas ma altri composti, il commissario ha inoltre confermato che ad oggi non ci sono attività di indagine sugli enti di controllo relativamente agli anni 2000 e che la prima segnalazione fatta da Arpav alla Procura relativamente a Miteni è quella del 2013. Ad ogni modo riteniamo necessario che, al di là delle scelte della Procura, la politica regionale analizzi e comprenda le fragilità che hanno portato al protrarsi di contaminazioni delle nostre falle da parte di Miteni fino allo scorso anno”.

vicenzareport.it

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