Truffe on line in crescita. Una decina di casi nel thienese

Thiene – L’e-commerce, vale a dire l’acquisto di prodotti e servizi su internet, è una forma di commercio che sta prendendo sempre più piede, supportata spesso anche dai prezzi concorrenziali ai quali vengono offerti gli articoli. Purtroppo, però, questa modalità di commercio può nascondere delle insidie. Uno dei maggiori rischi è quello di incappare nelle truffe: di sborsare cioè del denaro, facendo una ricarica ad una carta prepagata, senza riceve in cambio i beni acquistati.

Un canovaccio, questo, che solo nel thienese, negli ultimi mesi, si è ripetuto una decina di volte, ma sono state solo tre le denunce-querele presentate alla polizia locale Nordest vicentino. Questo perché, trattandosi magari di somme di denaro limitate, la vittima non intende perdere tempo in procedure legali. In ogni caso, nei tre casi denunciati, gli autori del reato, residenti in zone d’Italia molto distanti dalla provincia di Vicenza, sono stati identificati tramite le banche dati dei gestori telefonici e di Poste italiane.

“L’aumento delle truffe online registrato negli ultimi mesi – sottolinea a questo proposito una nota della polizia locale Nordest vicentino -, impone di informare le potenziali vittime circa il modus operandi attualmente adottato, affinché si possa fare attenzione ed evitare di essere raggirati”.

“Giovani, normalmente tra i 15 ed i 20 anni, con l’intento di ottenere prodotti ad un prezzo vantaggioso, spesso si rivolgono ai siti specializzati che non sono in grado di assicurare l’assoluta affidabilità dell’inserzionista. I prodotti più richiesti sono quelli tecnologici, come ad esempio smartphone e accessori per consolle, oltre a scarpe e capi d’abbigliamento di marca”.

La situazione che si viene a creare è più o meno sempre la stessa: “dopo aver trovato l’offerta più vantaggiosa – prosegue la nota -, l’interessato contatta il numero indicato nell’inserzione. Si avvia quindi, tramite messaggi, una conversazione, nel corso della quale, spesso, avviene anche lo scambio delle fotografie dei rispettivi documenti, con la differenza che quelli inviati dal potenziale acquirente sono autentici, mentre quelli del venditore si riferiscono a persone estranee”.

“Dopo una lunga contrattazione, l’acquirente, convinto di concludere un buon affare, cede alla richiesta di eseguire un versamento sulla carta Postepay indicata dal venditore, il quale gli assicura che farà partire la spedizione, tramite corriere, non appena presa visione della ricevuta di versamento”.

L’acquirente versa la somma pattuita ed invia la documentazione che attesta il pagamento al numero di telefono indicato nell’inserzione. A quel punto il venditore sparisce: non invia la merce e soprattutto si rende irreperibile. L’invito è quello di fare sempre molta attenzione e, in caso di truffe, segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine.

vicenzareport.it

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