Violenza sulle donne, quelle sentenze sconcertanti

Vicenza – In queste settimane sono state emesse tre sentenze sconcertanti nei confronti di uomini violenti. Bologna: “tempesta emotiva”, sconto di pena al carnefice. Genova: “delusione e risentimento”, sconto di pena al carnefice. Ancona: “troppo mascolina per essere violentata”, assolti i violentatori. Preoccupa non poco l’orientamento di alcuni tribunali che hanno inflitto pene ridotte ai responsabili, riconoscendo, appunto, spinte emotive o giustificazioni in chi ha violato il corpo delle donne.

Chi pensa alle vittime? Quello che ci dicono queste bruttissime sentenze è che la donna non è libera di scegliere di lasciare un uomo, non è libera di rifiutarlo. E, se lo fa, in qualche modo, viene giustificata l’estrema reazione dell’uomo, minimizzando il delitto e disincentivando la denuncia. Si tratta di un passo indietro di decenni.

Il numero di femminicidi in Italia è molto alto: da gennaio all’8 marzo 2019, già tredici donne sono morte uccise da uomini violenti, quasi sempre loro compagni. Nonostante gli omicidi, in assoluto, siano diminuiti, il numero di femminicidi è rimasto pressoché invariato. Questo dramma riguarda tutto il paese, al nord e al sud, e riguarda anche il Veneto, ed anche Vicenza.

Quella delle violenza sulle donne è un’emergenza nazionale. Si sta riproponendo un modello culturale inaccettabile: quando qualcosa va storto nei rapporti tra donne e uomini, questi ultimi sono legittimati a reagire, fino ad uccidere. Purtroppo sentenze come quelle appena emesse, alimentano uno schema che condanna tutte le donne.

Forse il Consiglio superiore della magistratura dovrebbe dire qualcosa… E la Cassazione dovrebbe rivalutare le sentenze. In caso contrario si sommerebbe danno a danno, ingiustizia a ingiustizia. E il nostro paese sarebbe ulteriormente incattivito. Le donne si devono ribellare. E tutta la società con loro.

Marina Bergamin – Cgil Vicenza

vicenzareport.it

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