Sbrollini (Pd): “Wcf, a Verona un convegno surreale”

Roma – “Il Partito Democratico ha depositato, al Senato,  una mozione urgente per denunciare il carattere omofobo del World Congress of Families (Wcf) che non è altro che un raduno di promotori della subordinazione della donna all’uomo e della compressione dell’autodeterminazione femminile”. Così Daniela Sbrollini, senatrice vicentina del Pd e cofirmataria della mozione, che ricorda come all’appuntamento veronese, che si terrà dal 29 al 31 marzo, con la scusa della difesa della famiglia, arriveranno associazioni e gruppi che si distinguono “per i messaggi gravemente omofobi e di sostegno a leggi liberticide e miranti alla repressione penale dell’omosessualità, oltre che alla limitazione dell’autodeterminazione in materia affettiva e familiare”.

Daniela Sbrollini

“Personalità di spicco – continua Sbrollini – dell’antiabortismo e dell’omofobia. Alcuni di questi invitati si sono spinti a chiedere addirittura la pena di morte contro gli omosessuali. Una partecipazione di soggetti di cui Verona, città aperta ed europea, potrebbe fare volentieri a meno. Si tratta di un convegno grottesco e assurdo, in contrasto con quanto prevede la nostra Costituzione, ovvero il divieto di discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere”.

“Questo principio è riconfermato anche dalla consolidata giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e dalla legge 76/2016, che considera le unioni civili tra persone dello stesso sesso come un istituto in cui si svolge la vita familiare dei partner. È terribile rilevare come il governo della Repubblica e la presidenza del Consiglio dei ministri concedano il proprio patrocinio ad un evento che si pone in contrasto con questi principi, che punta a diffondere una cultura di odio e discriminazione e promuove una concezione delle relazioni familiari fondata sulla subordinazione femminile, in aperto contrasto con l’articolo 29 della Costituzione”.

“Per questo abbiamo presentato una mozione urgente al Senato con la quale chiediamo di revocare ogni forma di patrocinio al World Congress of Families e insieme di porre in essere politiche di contrasto all’omotransfobia, con strumenti culturali e giuridici, e sostenere attivamente la condizione femminile, in particolare attraverso una tutela adeguata delle lavoratrici madri e la salvaguardia del modello italiano di diritto di famiglia, solidamente basato, come impone la Costituzione, sull’eguaglianza morale e giuridica tra i coniugi. Sono convinta che questa sia una mozione di civiltà, contro l’oscurantismo culturale ed incivile che il ministro Fontana porta a Verona, squalificandola agli occhi del mondo”.

vicenzareport.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.