Rischio alluvioni, a Vicenza si testano i nuovi strumenti

Vicenza – Ha avuto luogo questa mattina, mercoledì 7 marzo, a Vicenza, la simulazione dell’alluvione che ha colpito la città nell’ottobre del 2010. L’obiettivo di questa sperimentazione era quello di testare, per la prima volta, alcune tecnologie innovative, risultato del progetto di ricerca europeo beAware, realizzato in collaborazione con l’Autorità di bacino del Distretto delle alpi orientali, che dovrebbero ridurre i rischi in caso di alluvioni.

Il progetto beAware sviluppa un articolato e rigoroso sistema di analisi dei dati derivanti dalla modellazione idrologica, dai numerosi sensori diffusi sul territorio e da informazioni ricavate da foto, audio e video. A tutto ciò va aggiunto il ruolo fondamentale dei social network (Twitter, in particolare).

La piattaforma di comunicazione ed elaborazione dei dati sarà funzionale ad incrementare la già consolidata capacità operativa dei centri operativi comunali della protezione civile nella fase di emergenza. Oltre a migliorare la capacità di gestione dell’evento alluvionale, si va incontro a quanto l’Europa stabilisce con la cosiddetta Direttiva Alluvioni. Questa norma chiede infatti di integrare la pianificazione di bacino con la gestione dei fenomeni alluvionali.

La simulazione dell’alluvione del 2010 ha permesso di valutare i gradi di performance raggiungibili con i nuovi strumenti. Il test si è svolto interessando le diverse strutture normalmente previste in tali contesti emergenziali (centro operativo comunale, volontari di protezione civile…). A ciò si è aggiunto il contributo dei cittadini, coinvolti nel fornire informazioni e ricevere indicazioni sull’evolversi dell’evento alluvionale: un vero e proprio test per misurare la potenzialità di quella che viene definita l’intelligenza collettiva (citizen science).

“Sulla scorta di quanto accaduto, e che ho vissuto anche in prima persona, nel 2010 e poi nel 2011, vogliamo ribadire l’importanza dell’operato della protezione civile – ha precisato il sindaco Francesco Rucco -. Anche come presidente della Provincia sto lavorando ad un progetto che vedrà nel Parco della Pace la collocazione di strutture destinate alla protezione civile: non solo nuovi mezzi, ma anche una sede adeguata per il Centro operativo comunale, affinché sia una centrale operativa a tutti gli effetti”.

“I miei ringraziamenti vanno oggi a tutti i partner, ai tecnici e ai volontari che hanno reso possibile sperimentare il progetto. Un grazie particolare va alla Regione Veneto che anche oggi è al nostro fianco e che in tempi velocissimi ha rimborsato ai Comuni le spese sostenute per la calamità dell’ottobre 2018, dando un segnale importante di vicinanza al territorio e facendo sentire più sicuri i cittadini”.

L’assessore alla protezione civile Matteo Celebron, presente al test assieme all’assessore regionale all’ambiente e protezione civile Gianpaolo Bottacin, ha illustrato, più nel dettaglio, il processo. “Per mezzo della nuova piattaforma di comunicazione ed elaborazione dei dati, integrata da nuovi strumenti tecnologici come il drone, il monitoraggio dei social media e delle notizie fornite dai cittadini, la geolocalizzazione e il contatto diretto con i gruppi di volontari, è possibile valutare ancora meglio le situazioni di rischio e, quindi, riuscire a fornire, in caso di emergenza, risposte più veloci ed efficaci ai cittadini, riducendo al minimo l’errore oggi determinato dal fattore umano”.

“Ringrazio – ha concluso – i trenta volontari (tra protezione civile, associazione nazionale Carabinieri e Ana) che, in queste sei giornate, hanno dato la loro disponibilità alla riuscita della sperimentazione. Loro, insieme a quasi settanta funzionari di vari enti e partner europei, hanno permesso di testare sul campo il progetto”.

La presenza dell’assessore Bottacin è stata particolarmente significativa in quanto per la protezione di Vicenza nel post alluvione del 2010 la Regione Veneto ha già realizzato importanti opere di difesa come ad esempio il bacino di laminazione di Caldogno.

vicenzareport.it

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