PILLOLE DI GOLF/351: DOPPIO EAGLE ALL’ULTIMO GIRO, BERGER VINCE L’AT&T PEBBLE BEACH

Il 28enne sorpassa in volata NcNealy, crolla invece Molinari
STATI UNITI – Siamo in California, a Pebble Beach, nella Contea di Monterey, piccola comunità sulla costa del pacifico. Si gioca una Pro-Am atipica, che a causa dell’emergenza sanitaria non viene giocata in compagnia delle celebrità come d’uso, è quindi una normale gara. Il percorso è un grande incontro di terra e di mare, da questo senso il più spettacolare del golf americano: nove buche sono appollaiate proprio sopra le onde del Pacifico che si infrangono venti metri sotto, buche che bisogna prendere con estrema attenzione, decisive! Più volte hanno cambiato le sorti dei tornei.
Francesco Molinari, dopo le due Top 10 fatte nelle prime apparizioni del 2021, sente la sfida con Cantlay, con Spieth, e con quel Mickelson che qui sogna la sesta vittoria. Non ha giocato il Phoenix Open la scorsa settimana per ricaricare le pile, inteso a tornare nel Campo in cui ha giocato l’US Open nel 2019, giungendo 16esimo. In California è tra i più attesi della contesa, per la sfida che ha in atto con quegli americani che sono ai primi posti nel ranking mondiale.
Gli allibratori danno possibile il successo a Jordan Spieth, che non vince dall’Open 2017, ma che è stato quarto nel Phoenix Open, a Xander Schauffele campione di questo evento nel 2017, e all’australiano Jason Day. Sono assenti i primi 10 giocatori del world ranking e Molinari potrebbe approfittarne.
Difende il titolo Nick Taylor, tornato al successo sul PGA Tour dopo il suo primo exploit sul circuito. Grande assente è Dustin Johnson, che nel giro di tre anni ha trionfato per la seconda volta al Saudi International. Come talvolta fa, non si sa perché, Johnson si è cancellato dal field della rassegna.
L’irlandese Padraig Harrington, capitano del Team Europe alla Ryder Cup 2021 del Wisconsin è risultato positivo al Covid-19, non è quindi della sfida; al suo posto, il sudcoreano Sangmoon Bae. Phil Mickelson campionissimo del golf statunitense sogna il sesto successo da record. È un evento speciale, quello californiano per il mancino di San Diego: ha vinto la competizione ben 5 volte, ora ha l’occasione di sancire il nuovo record. È la volta buona per Kamaiu Johnson, giocatore la cui storia ha intenerito il mondo; ne abbiamo parlato 15 giorni fa: ha dovuto rinunciare al Farmers Insurance Open Il giorno prima dell’evento, perché trovato positivo al coronavirus. Di Campioni over 50 non c’è solo Mickelson: senza tempo sono anche John Daly, Tom Lehman e Jim Furyk.
Come già detto, la gara è diversa dagli altri anni: non è la classica Pro-Am, si gioca solo su due dei tre percorsi: il Pebble Beach Golf Links e lo Spyglass Hill: viene escluso il Monterey Peninsula; il taglio avviene dopo 36 e non dopo 54 buche. Corposo il montepremi, 7.800.000 dollari.
La kermesse, storica, nata nell’ormai lontano 1937, è in partenza, inizia la battaglia. Alla conclusione del primo giro è l’americano Patrick Cantlay a prendere il volo: con un grandioso -10, frutto di 10 birdie senza bogey, guadagna 2 lunghezze sul connazionale Akshay Bhathia, e sullo svedese Henrik Norlander. Va abbastanza bene Francesco Molinari, conquista il 32esimo posto a (-3), assieme a Nick Taylor, detentore del titolo: Coglie 5 bei birdie, ma incappa anche in 2 bogey nella seconda parte del giro corso sullo Spyglass Hill, il percorso più tosto. Risultato soddisfacente.
La seconda giornata si chiude con in testa Jordan Spieth a -12, anche lui sul percorso Spyglass Hill. Patrick Cantlay perde il vantaggio con +1 di giornata, è quarto, raggiunto dagli inglesi Tom Lewis e Paul Casey. Bene Francesco Molinari, supera il taglio, è 15esimo, con alcuni americani e australiani. Molti grandi professionisti non lo superano il taglio, tra cui Fowler e Mickelson.
Nel terzo giro, caratterizzato da gran freddo e forte vento, è successo di tutto. Intanto non si gioca più su due percorsi alternati, bensì sul solo Pebble Beach links, quello che normalmente ospita i Major. Sono Jordan Spieth e Daniel Berger a combattersi, ma a prevalere è il primo, che chiude a -13, mentre Berger sconta un’errata partenza alla 18, i cui 2 punti di penalità lo riportano a -11, e gli tolgono la possibilità di affiancarsi a Spieth nel giro di chiusura. Si trova secondo, in compagnia di altri quattro: Patrick Cantlay, Tom Hoge, Nate Lashley, e lo scozzese Russell Knox,
Brutto l’avvio di Molinari: una flappa al tee shot, doppio bogey alla 2, altro bogey alla 11, il tutto a malapena mitigato da un unico birdie alla 3, dal 15° lo fanno precipitare al 53esimo posto. A metterlo a terra è stata soprattutto la penalità ricevuta per non aver evitato (presumibilmente non si è accorto), che il caddie si posizionasse sull’estensione della linea di gioco dietro la palla, quando ha preso lo stance per fare il colpo. (reg. “10.2b)”. Termina a +7, ma non demorde.
È Daniel Berger, ventottenne di Plantation, Florida, a conquistare il titolo. Chiude il giro con un eagle alla 18, ed era il secondo della giornata del turno conclusivo, ha realizzato un 65 (-7). Nel torneo ne ha fatto ben quattro di eagles. In questa giornata ha iniziato con un eagle, e ha chiuso alla 18 con un altro eagle, grazie a un lungo putt di nove metri. Guadagna due posizioni nella graduatoria mondiale (da 15° a 13°), e intasca un assegno di 1.404.000 dollari. Curiosamente aveva sofferto per un doppio bogey alla 18 del giro d’inizio, si è rifatto con un eagle alla 18 del giro finale, Il totale nel torneo, 270 (67 66 72 65, -18). Ha vinto in volata l’AT&T Pebble Beach Pro-Am, sovrastando il connazionale Maverick McNealy, secondo con 272 (-16). “È stato il putt più bello della mia vita”, ha gridato, per far uscire dal petto la sua gioia incontenibile.
Paolo Pilla


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