SARTOR: “PROROGARE IL CREDITO D’IMPOSTA NELL’EDILIZIA”

Serve una prospettiva chiara per il dopo 2021
TREVISO – La rivoluzione green invocata dal Recovery plan passa dalla proroga della cessione del credito a terzi, banche comprese, almeno ai prossimi cinque anni valutando anche una rimodulazione dell’agevolazione. La proposta parte da Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e si rivolge direttamente al Governo Draghi. «Il sistema casa di Treviso evidenzia già una sensibilità ambientale», ragiona Sartor, «i fondi europei sono una grande opportunità per spingere sull’acceleratore della transizione energetica e green. Per questo, oltre alla proroga del credito d’imposta, dovrebbero anche essere rinnovati superbonus e delle altre detrazioni “tradizionali” che cesserebbero di esistere, invece, con la fine del 2021.»«Ricordo che mentre le agevolazioni per l’edilizia previste dal Testo Unico per l’Imposta sui Redditi, riservate principalmente ai privati, sono a regime, gli interventi realizzati da titolari di impresa e lavoratori autonomi si basano su disposizioni che sono destinate a esaurire i loro effetti. I benefici dovrebbero essere estesi temporalmente a tutti coloro che sono interessati a intervenire sul proprio patrimonio immobiliare. Si incentiverebbe così l’ammodernamento e l’adeguamento degli immobili in una logica di sostenibilità e miglioramento della qualità degli stabili.»La proposta di Confartigianato trova fondamento nei dati, in particolare negli interventi di risparmio energetico nell’anno pre Covid. Una partita che in Veneto ha interessato 392,2 milioni di euro investiti nel 2019. Secondo dati Enea, la Marca Trevigiana si colloca al primo posto tra le province venete per superficie di pannelli solari con 1.067,2 metri quadri, per pareti isolanti orizzontali con 160.130 mq, ma anche negli scaldaacqua a pompa di calore (187), ed è seconda nell’installazione di caldaie a biomassa (121) e per risparmio energetico, con 29 giga watt ora anno. «Proprio per la necessità di pianificare le opere», fa notare il presidente Sartor, «mettendo in conto anche i tempi di risposta della Pubblica Amministrazione che ci porta a registrare costanti rallentamenti dovuti alle difficoltà di accesso agli atti e agli interventi che vengono richiesti per sanare difformità, e non abusi strutturali, per il conseguimento della conformità urbanistica, chiediamo che si eviti di attendere la fine dell’anno per concedere una proroga così importante. Si parla anche di digitalizzazione della PA e della spinta che il Recovery plan può rappresentare per compiere degli effettivi passi avanti anche in questa direzione: serve una semplificazione delle pratiche edilizie».Una partita decisiva anche in prospettiva della ripresa post Covid, ancora tutta da decifrare nei tempi e nei modi. In provincia di Treviso le imprese artigiane dell’edilizia a fine 2020 erano 7.747 con 14.784 addetti. Le imprese artigiane dell’impiantistica erano 2.172, con una flessione rispetto all’anno precedente dell’1,4%. Gli addetti impiegati in questo ambito sono 5.940. «Ciò che si sta riscontrando sul campo», conclude Sartor, «è che sfruttare il volano generato da Superbonus, sconto in fattura e cessione del credito d’imposta richiede una sinergia tra cittadini, committenti, professionisti e imprese, che ha necessitato e necessita ancora di essere pienamente rodato. Tra luglio 2020, data di nascita delle misure di cui parliamo, e dicembre 2020, si sono susseguiti ben 10 atti normativi ai quali tutti gli attori si sono dovuti adeguare. Senza contare gli ulteriori e continui chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate a suon di interpelli, a cui ci si deve attenere. Urge garantire un arco temporale più ampio che permetterebbe alle stesse imprese di poter evadere le richieste dei committenti. Capita spesso che le imprese debbano rinunciare ad accettare nuovi lavori dati i cantieri già avviati e i tempi stretti per poterne aprire di nuovi assicurando la fruizione delle detrazioni promesse.Se si estendesse la durata dell’agevolazione non escludo che potremmo registrare anche un aumento delle nuove attività nell’ambito del sistema casa. Si tratterebbe di un incentivo alla nuova imprenditoria che potrebbe portare giovani e non solo a intraprendere dei mestieri strettamente correlati alla filiera della casa e della sostenibilità. “ L’ammontare complessivo di detrazioni sfruttate dai contribuenti negli ultimi dieci anni, per interventi di recupero del patrimonio edilizio (detrazione del 50% che include ristrutturazioni, manutenzioni straordinarie per intendersi) è pari a 37,8 miliardi in Italia di cui 3 miliardi e 584 milioni di euro in Veneto. Ammontano invece a un miliardo e 584 milioni di euro di detrazioni per risparmio energetico. Grazie agli incentivi preesistenti nel 2019 le famiglie venete hanno investito 392,2 milioni di euro per realizzare oltre 47 mila interventi di riqualificazione energetica, con un risparmio di circa 153 GWh/anno. Sempre nel 2019, attraverso il risparmio energetico non qualificato, sono stati effettuati oltre 71 mila interventi con un risparmio complessivo che supera gli 126,4 GWh/anno”.

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