CRISI DI GOVERNO, LA PREOCCUPAZIONE DELLE IMPRESE TREVIGIANE

Cna: "Rischio ritardi per ristori e Recovery Plan"
TREVISO – La crisi di governo preoccupa le imprese trevigiane per le possibili ripercussioni dell’impasse politico su provvedimenti cruciali per affrontare la crisi economica innescata dalla pandemia.Cna Treviso evidenzia il rischio di slittamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per destinare i fondi in arrivo dall’Unione europea, del via libera al nuovo Decreto Ristori. «C’è molta preoccupazione nelle nostre imprese che alimenta la già elevata tensione sociale: gli imprenditori sono stanchi per la lunga crisi, preoccupati e sfiduciati – denuncia il direttore Mattia Panazzolo -. Questa crisi aumenta il distacco di politica e istituzioni con il Paese reale. Auspichiamo la nascita di un governo coeso che abbia la forza e l’autorevolezza per guidare le sfide che ci attendono».Per l’associazione imprenditoriale, il Next Generation Eu rappresenta un’occasione storica sia per l’Italia che per il processo di integrazione europeo, e il timore è che vada sprecata per incapacità della classe dirigente di esprimere un progetto di rilancio vero del nostro Paese, mentre sul territorio i ristori devono arrivare quanto prima per tamponare situazioni di oggettiva difficoltà di molte imprese e famiglie. “L’Unione Europea mette dei fondi, facendo debito comune, perché ritiene che tutti gli stati insieme possano raggiungere obiettivi che da soli non potrebbero raggiungere – spiega Panazzolo -. L’obiettivo del Next Generation UE è rilanciare la domanda in tutti i paesi dell’Unione, superando le divergenze territoriali e impostando due traiettorie di sviluppo futuro: sostenibilità e digitalizzazione. Per fare ciò l’Europa chiede agli stati di definire azioni coerenti in linea con gli obiettivi green e digital. L’errore più grave che sta facendo il nostro Paese è trattare i fondi europei come se gli spettassero di diritto, come se fossero l’ennesimo fondo strutturale, ossia “soldi da Bruxelles”, a disposizione di amministrazioni centrali o locali per finanziare progetti più o meno utili, in tempi più o meno rapidi in funzione della capacità amministrativa. È un atteggiamento distorto rispetto alle finalità del Next Generation UE che richiede invece garanzie sulla effettiva capacità di esecuzione e che venga assicurata la complementarietà tra riforme e investimenti”.Per Cna le riforme sono l’abilitatore degli investimenti che può innescare un ciclo virtuoso per far uscire il l’Italia dalle paludi della bassa crescita economica, bassa produttività, bassa partecipazione al mercato del lavoro in cui è invischiato ormai da trent’anni. “Se c’è consapevolezza e visione, si capisce inoltre che gli investimenti aiutano a fare le riforme che servono – continua il direttore  –. Infatti se è vero che le riforme scontentano sempre qualcuno, e questo vale tanto più in un Paese come il nostro pieno di resistenze al cambiamento, l’investimento introduce una premialità che aiuta a fare il salto delle riforme. È la prima volta nella storia del nostro Paese che ci viene data l’opportunità di agganciare riforme e investimenti: sprecare un’occasione del genere significa impiccare le prossime generazioni al cappio dell’ingente debito pubblico”.Anche da Assindustria Venetocentro arriva il monito a risolvere nei tempi più brevi possibili la crisi e, soprattutto, l’auspicio che si possa costituire un governo stabile e solido per poter portare a compimento i progetti necessari a sostenere e rilanciare il sistema produttivo: “Il Covid sta continuando a infierire sulla nostra economia, con effetti incalcolabili su imprese e società che dureranno a lungo – sottolinea il presidente Leopoldo Destro -. Ora la crisi politica accresce il senso di incertezza e disorientamento, anche sui provvedimenti urgenti di ristoro alle imprese colpite dalle restrizioni e l’occasione storica del Recovery Plan da cui passa il futuro del nostro Paese. Il rischio è di compromettere la ripresa che stiamo rincorrendo quest’anno e che è necessaria, se non vogliamo pagare tutti un prezzo altissimo. La politica abbia un sussulto di responsabilità per scongiurarlo”. Il leader degli industriali di Padova e Treviso ribadisce: “Ci auguriamo che si esca in fretta da questo stallo e che possa emergere un Governo all’altezza della sfida, per coesione e competenza, con un’ampia e solida base parlamentare e unità d’intenti per il bene del Paese. Unità che dovrà improntare anche il contributo delle parti sociali, che tanta parte hanno avuto ed hanno nella tenuta economica e sociale del nostro Paese, in un momento così grave. Ancora una volta, riponiamo la nostra speranza nella saggezza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella». Così Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro sulla crisi di Governo”.

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