GIORNATA DELLA MEMORIA, A MONTEBELLUNA LA STORIA DI “RUKELI”

Lo spettacolo racconta la vita del pugile sinti perseguitato e morto nel lager
MONTEBELLUNA – In occasione della Giornata della Memoria, l’amministrazione comunale di Montebelluna promuove lo spettacolo “9841/Rukeli” dedicato alla storia del pugile tedesco di origine sinti Johann Trollmann, detto Rukeli.
Lo spettacolo di e con Gianmarco Busetto, a cura dell’Associazione Culturale Farmacia Zoo:È, per la regia di Gianmarco Busetto ed Enrico Tavella, sarà visibile online nel canale Vimeo del Comune, mercoledì 27 gennaio alle ore 21. La piéce racconta la vicenda sportiva di Rukeli, considerato dagli esperti uno dei più grandi boxer di tutti i tempi, precursore del moderno modo di fare boxe, non può prescindere da quella umana. La sua storia, pur con tutto il carico di dolore, di discriminazione e d’ingiustizia, resta una delle più affascinanti (e delle meno raccontate) del periodo storico che vide imperversare, in tutta Europa, la piaga del Nazismo. Un monologo, non solo per raccontare l’emblematico vissuto di Rukeli, non solo per tracciare il profilo di una delle più grandi ferite inferte dall’umanità a se stessa; un monologo che, attraverso il racconto di una vita, al contempo drammatica e straordinaria, invita a un’attenta riflessione sul rapporto che lega, oggi, l’essere umano ai concetti di dignità e diversità.
Interviene l’assessore alla Cultura, Debora Varaschin: “La memoria è qualche cosa che può svanire se non si coltiva costantemente, soprattutto quando sono episodi tragici quelli che caratterizzano la storia di uno straordinario personaggio come Rukeli. Storia fatti, persone e luoghi hanno fatto del periodo nazista un momento tragico che mai deve essere dimenticato, ma al contrario deve essere costantemente riportato alla memoria per far in modo che fatti come quelli accaduti non possano ripetersi. Purtroppo, sempre più spesso veniamo a conoscenza di fatti di recrudescenza verso non solo il popolo ebraico, ma verso minoranze etniche e religiose in una escalation di atti brutali e spesso vigliacchi che fanno capire come l’essere umano non abbia imparato nulla, o poco, dal proprio passato. La storia di questo pugile ha la forza e la capacità di coinvolgere lo spettatore e soprattutto di far capire come l’essere umano possa essere in grado di compiere atti che poco hanno a che fare con civiltà, intelligenza e cultura di cui spesso gli stessi aguzzini si forgiano”.

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