PULIZIA NEGLI UFFICI POSTALI, TREDICESIMA IN RITARDO PER LE LAVORATRICI

L’ennesimo episodio scatena la protesta delle 46 addette
TREVISO – Ennesimo ritardo, questa volta sulla corresponsione della tredicesima mensilità, da parte di Nuova Idea Srl, la ditta a cui è stato affidato il servizio di pulizia dei circa 200 uffici postali in provincia di Treviso. Sono esasperate le 46 lavoratrici impiegate nell’appalto, che l’estate scorsa erano anche scese in piazza per protestare contro le ripetute violazioni contestate all’azienda: stipendi pagati dopo il termine previsto, mancato versamento della quattordicesima lo scorso giugno e mancato rispetto del contratto nazionale dei multiservizi. Oggi la storia si ripete.
“Gli stipendi arrivano ormai sempre in ritardo – sottolinea la segretaria generale della Fisascat Cisl Belluno Treviso Patrizia Manca – e solo su nostra sollecitazione mensile avviene il pagamento. È inaccettabile che il committente, ossia Poste Italiane, nonostante sia perfettamente al corrente dei problemi, non intervenga con l’azienda che gestisce l’appalto”.
“Nella nostra azienda – dichiara Marika Gardin, delegata sindacale della Fisascat Cisl – siamo quasi tutte donne, molte fanno parte di famiglie monoreddito e quindi questi ritardi si ripercuotono nei pagamenti essenziali per le famiglie. Nonostante la situazione critica determinata dalla pandemia, abbiamo lavorato facendo molte ore di straordinario, ma la tredicesima sembra non essere un nostro diritto”.
L’avvocato Roberto Finocchiaro, legale della Fisascat, ha scritto alle società interessate (Idea Servizi Integrati S.r.l., Nuova Idea S.r.L. e Poste Italiane) così come all’Ispettorato del lavoro di Treviso sollecitando il pagamento della tredicesima, sottolineando che si tratta dell’ennesimo ritardo da parte della società, nell’ambito di un appalto in cui le lavoratrici sono impiegate senza la firma di un regolare contratto di lavoro. “Confidiamo – spiega Manca – in un veloce intervento da parte dell’Ispettorato del lavoro, a maggior ragione considerata la fragilità delle lavoratrici coinvolte, con rapporti di lavoro part time, svolti peraltro in mancanza di un contratto scritto. Nonostante i ripetuti solleciti questa grave inadempienza ad oggi non risulta né sanata né sanzionata; questa situazione si aggiunge ad altre irregolarità dell’appalto in essere, di cui potrà essere chiamato a rispondere anche Poste Italiane S.p.A. in quanto committente”.

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