STEFANEL, I SINDACATI CHIEDONO UN INCONTRO URGENTE AL MINISTERO

"Vanno tutelati 200 posti di lavoro e un marchio storico"
PONTE DI PIAVE –  Un incontro urgente al Ministero dello Sviluppo economico per fare chiarezza sul futuro della Stefanel. Lo chiede con urgenza la Filctem Cgil di Treviso, il sindacato di categoria che sta seguendo la vicenda. Oggi si sono tenute le assemblee dei dipendenti dell’azienda di abbigliamento, 200 addetti in totale, 60 nel quartier generale di Ponte di Piave: i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali hanno espresso forte preoccupazione per il loro destino occupazione e per le prospettive dell’impresa. Stefanel, infatti, è attualmente in amministrazione straordinaria ed è stata messa in vendita: con l’apertura delle buste il 14 settembre, si è chiusa la gara pubblica per l’acquisizione delle attvità. Le sole notizie emerse dall’interlocuzione con il commissario straordinario Raffaele Cappiello, lamentano i sindacali, riguardano le due offerte arrivate: una per la sola Stefanel spa e una per entrambi gli asset, con anche la partecipata Interfashion. Sono in corso le valutazioni di congruità.
Per questo l’organizzazione sindacale torna a sollecitare la convocazione di un tavolo di confronto al ministero. “In quella sede – dichiara Christian Ianicelli, della Filctem Cgil di Treviso – ribadiremo l’importanza strategica non solo per il territorio di Treviso, ma per tutto il Veneto e l’intero Paese, di una realtà produttiva come quella di Stefanel. Vogliamo che siano tutelati l’occupazione e il marchio storico che a nostro avviso deve avere ancora un futuro”.
“Preoccupano inoltre – aggiunge Margherita Grigolato, della Filcams Cgil Veneto, sigla del commercio che segue gli addetti dei negozi – le parole del Commissario Cappiello sulla riduzione della liquidità. Riteniamo che per contribuire ad affrontare questo problema debbano riprendere le aperture, seppur temporanee e limitate, dei punti vendita, che avrebbero anche l’effetto positivo di non perdere la clientela storica. I negozi chiusi, inevitabilmente, danno un’immagine negativa, di abbandono della rete di vendita”.
“La richiesta di una convocazione urgente al Ministero dello Sviluppo economico – conclude Tiziana Basso, della segreteria confederale Cgil Veneto – è stata condivisa con l’Unita di Crisi della Regione Veneto, che da giorni sta interloquendo con il Mise per affrontare una crisi aziendale che non può sfociare nell’ennesima perdita occupazionale per il nostro territorio e per l’Italia. Non possiamo permetterci la svendita di un marchio storico del tessile, che comporterebbe la dispersione di grandi professionalità cresciute in questi anni”.

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