PILLOLE DI GOLF/332: MATTEO MANASSERO TORNA ALLA VITTORIA DOPO SETTE ANNI

Il veronese si impone al Toscana Alps Open
GAVORRANO (GR) – Centoventisei concorrenti, di cui 51 italiani, erano questa settimana al Pelagone di Gavorrano (Grosseto), a disputare la 14ª edizione del Toscana Alps Open, la terza tappa stagionale dell’Italian Pro Tour. A rendere spettacolari le diciotto buche par 71 del percorso di gara, sono gli olivi e gli alti cipressi. I green ondulati e gli ostacoli d’acqua, oltre ad arricchire la scena, erano pronti a mettere a dura prova i protagonisti. Dei concorrenti, provenienti da 16 nazioni tra cui Cile, Nuova Zelanda e Stati Uniti, 20 erano dilettanti italiani e tre spagnoli.
La Pro Am d’apertura, giocata con formula “Tour Scramble”, è stata vinta con “meno 25” dalla squadra guidata dal professionista austriaco Lukas Nemecz, che ha preceduto di misura il team dello spagnolo Jordi Garcia Del Moral, quinta la compagine azzurra, guidata da Emanuele Canonica. Come di rito, sono stati conteggiati solo birdie ed eagle.
Il successo nel torneo era conteso, per la conquista da parte dei dilettanti di una delle tre ‘carte’ per il Challenge Tour 2021, che andranno ai primi tre dell’ordine di merito a fine stagione. A dare ulteriore lustro al field in cui figuravano tutti i migliori esponenti dell’Alps Tour, era la presenza di Matteo Manassero con le passate glorie in PGA, e di Emanuele Canonica, il giocatore “più lungo del Tour europeo”.
La money list del momento premiava Jordi Garcia del Moral vincitore del Cervino Alps Open.
Tra gli altri pro italiani, di spessore Jacopo Vecchi Fossa, ma tanti altri in grado di ben figurare. Tra i dilettanti, il quartetto azzurro giunto quarto ai Campionati Europei a squadre. L’Italian Pro Tour è partito con le sue tappe dal Lazio, passando poi per la Valle d’Aosta, ora l’approdo in Toscana, per poi fare tappa in Piemonte con l’Italian Challenge Open dal 1 al 4 ottobre, prima del gran finale con l’Italy Alps Open al Golf Nazionale di Sutri, la Coverciano del green, dal 28 al 30 ottobre.
Si è giocato a porte chiuse per il rispetto delle norme di sicurezza, sulla distanza di 54 buche con taglio dopo 36, che lasciava in gara i primi 40 classificati, i pari merito al 40° posto, e i dilettanti che rientravano nel punteggio di qualifica. In palio 40.000 euro con prima moneta di 5.800.
Sono italiani i protagonisti nella prima giornata: Andrea Romano è al comando con 62 colpi, (-9), e al secondo posto, con 63 (-8), c’è Matteo Manassero in compagnia del francese Xavier Poncelet e dello spagnolo Angel Hidalgo Portillo. Due colpi in più per Takayuki Matsui e Gregory Molteni. A dispetto del nome, Takayuki è italiano, nato a Cecina (LI), tesserato al Royal Park i Roveri; è portabandiera del Golf di Torino.
Andrea Romano, ventenne, nato nella capitale e tesserato per L’Olgiata, vanta numerose vittorie “Ho giocato bene, e sono molto contento” ha detto “è un percorso che va attaccato, altrimenti non è facile segnare birdie. Ho realizzato il mio record sul giro, e sinceramente non me l’aspettavo”. Nel suo score un eagle, nove birdie e due bogey.
Manassero, quattro titoli sull’European Tour, ha giocato con grande concentrazione realizzando otto birdie, senza sbavature. “Oggi ha pagato il lavoro che ho fatto per migliorare il rendimento con il putter. Non mi pongo particolari aspettative, vado avanti volta per volta, e il punteggio di oggi è molto soddisfacente. Il percorso è bello, occorre tenere la palla in pista e giocare con attenzione, ma se funziona il putter i problemi si riducono di molto”.
Nel secondo round va al vertice lo spagnolo Angel Hidalgo Portillo con un colpo di vantaggio su Matteo Manassero che ci fa comunque capire che competerà bene per il titolo nel giro finale. È stato sorpassato in extremis dallo spagnolo, con un birdie sull’ultima buca
Il taglio, caduto a 138 (-4), ha lasciato in gara 47 concorrenti, dei quali 13 italiani (cinque amateur).
Matteo Manassero a inizio luglio si è imposto nel Warm Up Contest al Golf Nazionale, l’evento servito agli azzurri per riprendere confidenza con il golf dopo il lockdown. Ha dichiarato: “E’ continuata la buona progressione e soprattutto l’ottimo feeling con il putter. Si è alzato il vento, rispetto a ieri il campo è divenuto più duro, e occorre fare attenzione ai rimbalzi. Ho segnato un solo bogey in 36 buche e questo è un segnale che sto andando nella direzione giusta”. Nel suo score, dopo gli otto birdie del primo giro, altri sei birdie e un bogey, per il 66 (-5) di giornata.
Evviva!!! Matteo Manassero si impone in campo internazionale dopo oltre sette anni. Con una grande prestazione, l’azzurro 27enne di Negrar (VR) si è imposto di forza con 194 (63 66 65, -19), ed è tornato al successo. Secondo dopo 36 buche con un colpo di ritardo dallo spagnolo Angel Hidalgo Portillo, ha attaccato decisamente, rimontando con un eagle e due birdie sulle prime nove buche; poi con un bogey ha permesso all’iberico, nel frattempo rinvenuto dopo una falsa partenza, di agganciarlo. A quel punto la classe e l’esperienza di Manassero hanno fatto la differenza: quattro birdie, contro un bogey, sulle ultime cinque buche hanno dato corpo a una vittoria di grande valore sotto tutti gli aspetti, sia per lui che per tutto il Golf. È anche il terzo successo stagionale dei professionisti italiani dopo quello di Renato Paratore nel British Masters (European Tour) e di Stefano Mazzoli nell’Alps Tour (Red Sea Little Venice Open).
Le dichiarazioni del presidente Franco Chimenti – “E’ il successo della rinascita, una delle mie gioie più grandi da presidente” ha dichiarato Franco Chimenti, Presidente della FIG e vice Presidente vicario del CONI. “Manassero è un fenomeno e questa impresa gli servirà a ritrovare fiducia. Sono certo che presto tornerà a imporsi anche sui migliori palcoscenici”.
Io mi associo totalmente al presidente Chimenti, alle sue parole e alla sua contentezza: ho conosciuto Matteo, l’ho intervistato già ai suoi primi successi, un personaggio tranquillo, educato, sereno. Numerosi i successi, nel 2013 il suo capolavoro: il BMW PGA Championship a vent’anni, divenendo il più giovane vincitore della manifestazione. Mi limito a dire: è un grande, una persona che il successo lo merita tutto.
“Il lavoro paga” ha detto Manassero. “Non mi sento di dire Matteo è tornato, ma voglio affermare che Matteo lavora sodo. Questa settimana è andato bene in ogni particolare. Ho eseguito bei colpi, ottimi putt, poi nell’ultimo giro anche il gioco lungo ha funzionato come non accadeva da tempo. Tutto è partito, però, soprattutto da un lavoro sul piano mentale, dove mi sono messo in gioco a 360 gradi, credo che l’insieme di queste componenti abbia prodotto la vittoria”.
Paolo Pilla

Foto credits: Belliccini – Federazione Italiana Golf


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