REFERENDUM SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI, PERCHÈ SÌ E PERCHÈ NO

Le ragioni a favore sostenute Simone Scarabel, M5S
TREVISO – Domenica e lunedì, oltre che per le elezioni amministrative per i comuni e le regioni, i cittadini italiani saranno chiamati a votare anche per il referendum sulla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari.
La norma prevede una riduzione dei seggi in entrambe le camere, attraverso la modifica degli articoli 56, 57 e 59 della costituzione. Dagli attuali 630 deputati e 315 senatori si passerebbe a 400 rappresentanti alla camera e 200 al senato. Nel complesso, un taglio complessivo di 345 seggi, pari al 36,5 per cento. Inoltre i parlamentari eletti nella circoscrizione estero che passerebbero da 18 a 12 e i senatori a vita potrebbero essere al massimo cinque. La soglia minima di senatori per ciascuna regione si abbassa da sette a 3. La riforma entrerebbe in vigore a partire dalle prossime elezioni politiche.
La legge costituzionale è soggetta a referendum perché in una delle due ultime letture (quella al Senato) non è stata approvata con la necessaria maggioranza dei due terzi dei componenti. Settantuno senatori – appartenenti a quasi tutti i gruppi parlamentari – hanno così potuto chiedere e ottenere, come previsto dalla Carta, il referendum. Questo tipo di consultazione on prevede un quorum di partecipanti per essere valido. Vincerà dunque l’opzione che otterrà un voto in più. Chi vuole approvare il taglio deve votare Sì, chi intende bocciarlo deve barrare il No.

Perchè votare a favore? Ecco la posizione di Simone Scarabel, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

A sostenere le ragioni contrarie all’approvazione definitiva della legge, invece, è Giampaolo Sbarra, portavoce del comitato per il No di Treviso.

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