PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L’OPEN D’ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa
MOGLIANO VENETO – Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del primo Open d’Italia, giocato al Golf Club Alpino di Stresa sul Lago Maggiore, in cui si impose un italiano, il leggendario Francesco Pasquali.
Il giorno precedente il torneo, la prova campo ha avuto come clou la “Hole in one”, o in seconda battuta, il “Nearest to the pin”, il cui premio è consistito in un soggiorno per due persone al castello di Otočec, offerto dall’Ente Turismo Sloveno, che è stato conquistato da Carlo Busto di Torino, grande collezionista di antichi bastoni da golf. Sempre da parte slovena, abbiamo apprezzato degli ottimi vini bianchi, serviti a farci gustare ancor più le tre versioni di quel particolare delizioso prosciutto, una felice pensata della padovana Tosetto: prosciutto non da carne di maiale, bensì di vitello, di manzo, di manzo in affumicatura.
Tirato a festa, Il Campo sembrava gradire quegli ospiti che in lui onoravano quella raffinatezza che sa esprimere un torneo giocato com’era consuetudine cent’anni fa. Ho partecipato anch’io, ed è stata una esperienza interessante e bella. Non era numerosa la brigata, eravamo sette team, ma composta di eccellenti persone, proprio tutte belle, brave, come le vorresti sempre trovare in campo. Miei compagni di gioco, due eccellenze: il gentiluomo lombardo-veneto Sario Buti, e la contessa austriaca Gertraud Hofer. Una classe che non si faceva pesare, anzi, persone semplici e gradevoli. Tale era la classe, che non hanno fatto minimamente pesare il mio maldestro gioco determinato dalla mancanza di pratica con quel tipo di attrezzatura. Era infatti la prima volta che entravo in gara con bastoni hickory. Per chi come me è uso utilizzare i ferri moderni, il set di hickory ha bisogno di farsi conoscere. Intanto ho scoperto che per un buon feeling è opportuno impugnare il bastone in una presa delicata. poi che hanno una resa un po’ minore, sono leggermente più pesanti. Ma quando impugni il grip, ricevi una sensazione di piacere che non provi con i ferri moderni. Nella partita hickory non si possono avere i classici 14 clubs, ne sono ammessi soltanto nove. io ne ho usati sei: un Driver, un Woods Spoon, un Buffy, un Iron Mashie, un Niblick, e un Putter. I primi tre con la testa di legno, gli altri di ferro forgiato. Ma tanto, per il mio gioco non me ne sarebbe servito un numero maggiore. Quello che mi è sembrato più simile ai ferri moderni, che mi ha reso la vita più facile, è stato il Putter, che infatti ha la testa semplice, forgiata come una lama, di buon equilibrio. Ho usato le palline moderne, e così anche il tee rigorosamente di legno.
Quattro erano le nazioni partecipanti: Austria, Germania, Slovenia, Italia.
La giornata, radiosa, era un po’ caldina, ma non quel caldo tanto fastidioso del recente passato. Come dicevo, il mio gioco non è stato buono, ma quello che ho trovato, è stato proprio quello che mi aspettavo avvicinandomi all’Hickory Golf: il piacere di trascorrere una giornata in un bel posto, in ottima compagnia, e apprezzare da vicino il bel gioco di cent’anni fa.
Al passaggio tra la 9 e la 10, proprio al momento del giusto appetito, i prosciutti Tosetto ancora più buoni di ieri, formaggi e squisitezze varie, ci han rifocillato. E qui i vini erano produzione del vice presidente Giancarlo Moro. Una chicca!
La gara era Medal, la formula di gioco più antica. Ed ecco i vincitori:

Nel lordo ha trionfato STEFFEN ENDRESS con 88 colpi (Golf Villa Condulmer)

Nel Netto – primo SARIO BUTI 74 (Asolo Golf)
• secondo GERTRAUD HOFER 74 (Reiters Golf & Country Club)
• terzo MARTIN PANOSCH 76 (GC Salzkammergut)

Il primo e il secondo vincitori del netto, erano appunto i miei compagni di gioco.
Possiamo definire la cena una dovizia per tutti i palati: doppio raffinato menu di pesce o di carne, con sette ghiotti antipasti, due primi, due secondi, il dolce di crema catalano (super), i vini rigorosamente selezionati dal sommelier della villa.
Durante questo sfarzoso “Gran Galà History”, tenuto nella sala “Giardino” dell’hotel Villa Condulmer, c’è stata la premiazione, quando a tutti i giocatori, come gradevole costume di Hickory players, è stato consegnato un borsone caricato con graditi e gustosi premi (vini, creme, cioccolatini). Al vincitore primo netto, il “lombardo-veneto” Sario Buti, è stata consegnata la “Claret Jug”, pregevole lavoro in legno hickory dell’artista Pietro Arnoldi, alla cui base viene inciso il suo nome. La potrà tenere con sè per un anno, la riconsegnerà all’Open dell’anno venturo. Onore a Gertraud Hofer di Oberwart, che ha presentato lo score parimerito col vincitore; prassi vuole, in questo caso, che in caso di parità di score, la vittoria sia per chi ha fatto miglior punteggio nelle seconde nove buche. La contessa Hofer, del Reiters Golf & Country Club Tatzmannsdorf, campionessa europea di hickory 2018, ha fondato in Austria, l’Hickory Club Burgenland, assecondando questa forma di golf comunitario, che sta godendo di crescente popolarità in tutta Europa. Martin Panosch, seconda posizione maschile, partecipa a tornei internazionali di golf hickory. I suoi successi sportivi includono la vittoria nel netto al campionato europeo di hickory a l’Aia nel 2014 (Koninklijke Haagsche Golf & Country Club), la vittoria nel lordo al Binowo Park Golf Club nel 2017 e al Modry Las Golf Club di Cracovia, nel 2018, “campione internazionale polacco di hickory”.
Da questa pagina, un significativo grazie al personale tutto del Campo di Villa Condulmer: abbiamo trovato un percorso in perfetta efficienza, sorridente. Molto apprezzato anche il ristorante del Golf, per l’impareggiabile chef, e la gentilezza dell’intero staff.
Paolo Pilla


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