CASO BARBISAN, IL CENTROSINISTRA SI RIVOLGE ALLA MAGISTRATURA

"La Procura verifichi la regolarità della donazione alla Pro loco"
TREVISO – Il centrosinistra trevigiano è pronto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica sul caso di Riccardo Barbisan, consigliere regionale e capogruppo della Lega a Palazzo dei Trecento, travolto dallo scandalo del bonus per le partite Iva colpite dall’emergenza Covid. Barbisan ha ammesso di aver ricevuto due rate del contributo Inps, ma ha spiegato di aver immediatamente girato i soldi, rispettivamente, al fondo di solidarietà del Comune e alla Pro Loco di Canizzano e San Vitale. Ed è proprio questa seconda elargizione a finire nel mirino delle opposizione, poichè, poche settimane dopo il presidente dell’associazione ha inviato una lettera  a tutti i resindenti del quartiere per invitarli a votare il giovane leghista alle prossime elezioni regionali. Gli esponenti delle minoranze vogliono chiedere alla magistratura di verificare la natura di quel versamento e, soprattutto, di accertare se vi sia consequenzialità tra la  donanzione e la propagnada politica. “Siamo basiti e sconcertati – scrivono in un comunicato i consiglieri comunali di Pd, Lista Manildo e Treviso Civica e la segreteria comunale del Pd – dalle non ammissioni del Consigliere Barbisan rispetto all’incasso, oltre alla prima, anche di una seconda rata del bonus di 600 euro e devoluto, a maggio, alla Pro Loco di Canizzano, Il cui presidente, a sua volta, ha invitato con lettera ai residenti, a votare per Barbisan alle prossime elezioni regionali. Allibisce che il presidente possa dichiarare di aver scritto a titolo personale dopo che la sua associazione ha ricevuto un contributo, che il donatore avrebbe ammesso non provenire dalle proprie tasche, stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa. Siamo di fronte a un atto di inaudita gravità, sul quale, vista la nostra funzione di controllo come consiglieri di opposizione, pretendiamo trasparenza assoluta, nel rispetto dei cittadini contribuenti. Per questo stiamo valutando di segnalare al procuratore della repubblica il fatto per accertare la natura del versamento effettuato e ricevuto. Siamo nel frattempo in attesa di una spiegazione più circostanziata e precisa da parte del presidente della Pro Loco di Canizzano, il cui comportamento si è rivelato quantomeno inopportuno: la Pro Loco non può essere impiegata per fare campagna elettorale”.

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